ma non sono salita nei cieli ecco, lucciola arguta, dal risguardo dolce, che non immaginano affatto E adagiare il respiro per le sue esequie vive. tanto che mi attanagli nella pelle assumeva un’aria sconfitta: di canti d’amore per te. come ha già fatto Orfeo e vibrano insieme Ho bisogno di sentimenti, ma fuori l’aria è corretta, tumida forse solo dell’amore, Noi tutti, branco di asceti … e ti costruisce un santuario di odio Non venirmi a molestare anche tu di una sopravvivenza negata. di te è “segreto” eterno e inafferrabile; e forse gli avrebbe portato in dote un figlio. e il giocattolo del sogno. Io sono nata zingara, non ho posto fisso nel mondo. Non prego perché sono un poeta della sventura Alda Merini è morta nel 2009 ma resterà sempre nei nostri cuori, le sue poesie e i suoi aforismi sono grandi rifugi per la nostra inquietudine. che nessun’altra ragione, ( da “La presenza di Orfeo” – 4 ottobre 1950). offrirmi la concavità del suo palmo Ieri ho sofferto il dolore, non sapevo che avesse una faccia s le labbra di metallo dure, una mancanza netta d’orizzonti. So che tu coglieresti dei miei frutti che separa noi dalla vostra siepe. Lavandaie corrotte Di Serena Vasta | Giovedì 14 luglio 2011, Alda Merini è una poetessa e scrittrice italiana amatissima da tutti, io adoro le sue poesie e voglio proporvi una raccolta delle più belle. di queste siepi terrene, Con le mani vuota di ogni sapienza,  che mi tradiva con la cugina. Un albero disadorno, desideroso di vedermi della divina sapienza. invano getti gemiti  sopravvissute al lutto Fa delle tue mani due bianche colombe Qualcuno ha fermato il mio viaggio, sarei scivolata nel sonno spazio per la tua vita di ricerca che tu gustassi i pascoli che in dono Non potrà mai la mano dell’uomo mondarsi Il giorno io lo guadagno con fatica Il dolore è senza domani, è un muso di cavallo che blocca i garretti possenti, ma ieri sono caduta in basso, le mie labbra si sono chiuse e lo spavento è entrato nel mio petto Anima, solamente la parola sono il poeta che canta e non trova parole, tutta una nostalgia. con le sfere assolute dell’amore te fra gli eletti a cingermi di luce… di quante ne valga una messe, non lasciatemi sola; né gli angeli conosceranno mai il nostro martirio, ma c’è una linea di infelicità come di un uragano, Voi entrate nell’uragano dell’universo, come coloro che si gettano nell’inferno, carro che io guido nel giorno dell’arsura, ma la curiosità è un grillo schiacciato, ( da “La presenza di Orfeo” – 4 ottobre 1950. trascorre tra le mie dita come un rosario. richiedenti ricchezza ad un mendìco. così annegai la mia sete nell’acquavite Ma la città è triste 26-set-2019 - Esplora la bacheca "Poesie sul dolore" di Barbara Malandrino su Pinterest. è come suonare su una corda sola e l’albero della conoscenza io oggi mi sono sposata al dolore, che nessuno raccoglie  Io canto i mille coltelli sul grembo di Vita Bello calati da oscuri tendoni alla mercé di Caino e canto il mio dolore d’esser fuggita al dolore per la menzogna di vita per via della poesia. in cui cadde nel tempo avrà respiro, Che vuol dire la semplice, una donna che cerca un prete sento il germoglio dell’antica fame né accendere altre poesie: una faccia che ride di chiunque. Alda Merini (1931 – 2009) è stata una poetessa e scrittrice italiana, una delle autrici più tormentate del panorama nazionale degli ultimi cento anni e oltre. Lei era polposa e fresca il domani e’ gia’ passato. non sapeva nulla nel fervore del moto e mi dissanguo Alda Merini poesie d’amore. Vedrai fiorire terre piene di magia Alda Merini: le frasi più belle tratte dalle poesie dedicate alla vita e alla forza 29 ottobre 2019 aggiornato circa un mese fa Le frasi e le citazioni più belle di Alda Merini sulla vita e l’amore, ma anche sulla poesia e le riflessioni su se stessa e le sue esperienze. dall’espressione assente. Tu eri la verità, il mio confine,  deve miele al suo fiore. La biografia ufficiale di Alda Merini, scopri la sua storia, le sue passioni e ciò che la rese celebre… Poesie Una raccolta delle migliori poesie scritte ed ideate dal talento della poetessa dei Navigli… era un pastrano di lana buona e ti debbo parole come l’ape Sono crudele, lo so, perché vi riversi il mio pianto. fino a quando mi imprigionerai? Apollo, perché tu non mi fermi. In libertà di spazio ogni volume ne disperde i contorni. Ma perderti così e volteggiavo sui mari. quelle impronte digitali dannate Così, pazzo criminale qual sei però è un sogno d’amore irripetibile Io sono nata zingara, non ho posto fisso nel mondo, (l’amore fa di questi prepotenti il dolore prosciuga tutto  Sei così ardito vorace, perché io verrò a cercarti  le mie labbra si sono chiuse ma come il sole Alda Merini è la poetessa italiana più amata negli ultimi tempi, nata il giorno di Primavera. prima del paradiso, prima ancora dal greto asciutto per le libagioni. ritrovarmi con lei, serena, un giorno. astrale, ma io sono nella notte 203 aforismi da leggere d’un fiato Alda Merini: frasi sulle donne. per riderci sopra. parto ultimo è solo Quando il cielo baciò la terra nacque Maria. con qualche rarissima finestra E perché vada incontro alla promessa le vergognose stelle Ti faccio dono di tutto mieterai liete ombre alle mie luci. tu che continui a dirmi E perciò dàmmi un figlio delicato, (da “Ballate non pagate” 1° ed. (da “Io dormo sola”, Acquaviva, 2005). Lettere                                  a Silvana Rovelli, Rivedo le tue lettere d’amore spegnersi a un sommo d’intima dolcezza  Alda Merini, La pazza della porta accanto. “Ho la sensazione di durare troppo, di non riuscire a spegnermi: come tutti i vecchi le mie radici stentano a mollare la terra. se io sarò tra le tue braccia. Ma prima di imparare a scrivere perché genesi sei della mia carne. al colmo della pienezza. perchè ospitavo la morte, e mi giaccio scoperta e solitaria io no perché col solo nominarti vieni tu dal miraggio segreto della mia anima breve hai lasciato dietro di te  Chi ti scriverà, luce divina Alda Merini, da “Alla tua salute, amore mio”, Del tutto ignari della nostra esistenza con l’ingegno del tuo sentimento. tanto io sono solo una fanciulla sulla fronte con un cilicio stretto la già morta materia: in te mi accolgo che seguitasse dopo le mie spalle! tu che ti sei calato nelle pietre che ho toccato con mano. Ecco per voi una delezione delle poesie più belle di Alda Merini, la celebre scrittrice e poetessa itana che si è spenta a Milano nel 2009, la ricordiamo con le sue parole. Non avete veduto quand’è notte È la notte della povertà. di quell’attimo pieno sia pari alla tua assenza D'indole particolarmente sensibile, Alda Merini si fa notare per il suo talento poetico sin da giovanissima. ma se calasse nella perfezione ci ha battezzati tutti. Alda Giuseppina Angela Merini nasce il 21 marzo 1931 a Milano in viale Papiniano, 57, all'angolo con via Fabio Mangone.Il padre, Nemo Merini, originario di Brunate, primogenito degli otto figli di un conte comasco diseredato per aver sposato una contadina, è impiegato di concetto presso le assicurazioni "Vecchia Mutua Grandine ed Eguaglianza", precisamente nella società affiliata … e di chi sta per nascere. Ascolta il passo breve delle cose è troppo impigliata nei fili dell’oggi e dell’ieri, io canto ora per te. la mia squallida spoglia dentro l’orgia Nella vita di Alda Merini le donne hanno avuto un ruolo importante: la mamma era una donna austera, la sorella bella e stravagante, le quattro figlie abbandonate e amate contemporaneamente. Qualcuno diceva: “Se considero tutte le cose che Dio mi ha dato, come posso sperare che mi darà anche il Paradiso?”. Ma tu sì, maledici La celebre poetessa è nata non a caso il 21 Marzo, Giornata Mondiale della Poesia. i garretti possenti, una musica muta no, è qualcosa di più: insoluta io stessa per la vita La poesia è un castello di solitudine di solo amore che a me dettava quasi confusione mi spengo poco per volta che sarà anche triste in modo tanto tenebrosamente Se mai io scomparissi scendere a te per le più buie scale, ma il gergo dei poeti è questo: e sei fratello a Giona. ridacci quell’innocenza, volgo una triade di Dei. di sua vera natura il manto di metallo di una lunga preghiera di fiori detti pensieri, Potresti anche telefonarmi di rose dette presenze, In me l’anima c’era della meretrice. senti odore di luna alle inutili glorie del mondo come su dei grandi tappeti quelle del desiderio che mi assalta come si morde una mela rimembranza dolce, che sia pietra, che sia novello Adamo, le mura di Gerico antica. o specie martoriata di figlia, è quindi venuto il momento di cantare (da “Destinati a Morire. sfiorano le corolle in primavera? che stai dentro le labbra del signore. a capovolgere il mondo. allora ho tremato a lungo luminoso, ma, Dea, illuminata, adesso, dal distacco; vola da me della bomba di Hiroshima… tra le due sponde che non si risolvono, eravamo come gli uccelli Dalle mani magnifiche del cuore dopo che un fiume di vita Ho conosciuto Gerico, pur rimanendo pietra, inizio, sponda ho sognato di te come si sogna beatissimo insistere sul giuoco e non posso ospitarti. le stelle alpine Dio le pianta così in alto. Mi hai suscitato dalle scarse origini è un niente Io no: perché l’essenza del possesso Ed. C’è una faccia maligna Leva morte da noi che l’amante non morse né la donna  o Dio quanta morta paura La sua intensità emotiva e i suoi bagliori poetici hanno affascinato un pubblico molto vasto composto in larga parte di giovani. e tua madre diventerà una pianta e coperta di lacrime salate, e trovano il tremolo sospiro Alda Merini, da “Folle, folle, folle di Amore per te”, A tutti i giovani raccomando: ho valicato mille montagne di sogni che abitino gli alberi, Rapida come un fulmine si scrivono sopra le pietre perché vede il cuore di Dio. La strega segreta che ci ha guardato Fa delle tue mani due bianche colombe sì, più dura vicenda Quelle come me donano l’anima, perché un’anima da sola è come una goccia d’acqua nel deserto. Mi chiedono se la mia disperazione tu te ne sei andata che sbattete indumenti quasi per ridondanza di messaggi e noi erranti pastori Non abbiamo nulla nelle mani un simbolo presago d’allegrezza un uomo trangugiava il suo vino Ma un giorno da dentro l’avello ci reggevamo entrambi negli abbracci quando sia forte l’anima di male; e nella solitudine arborea Di lei si ricorda spesso la vita difficile, la malattia psichiatrica e i versi di dolore e verità. Perchè t’amo che tace, a volte, le doglie di un parto dentro le ore, come fosse una foglia di tabacco e le menti aguzzate dal mistero. con le tue scarlatte voglie, hanno perseguitato le mie mani e ritogliere il senso alla natura! in tutte le membra e le anima, e ci annovera al gregge di un Pastore sono il poeta che grida e che gioca con le sue grida, e aspiro avidamente mi trasmuto in un albero alto, o sposo novello di chi sta per morire O piccolo Gesù e la mia pelle di donna per le vie anguste della grazia. senza neanche una cassa armonica e hai potuto intuire un’altra luce e le fontane hanno cessato di fiorire, ma nel giorno di morte e tu lo sai bene che aveva mille mani, dissepolta e da carne inerte che siamo noi presto cadremmo affranti dalla luce. e disciogliersi labbra quando dovete occuparvi di altre cose. perché, dicevano, un pazzo che vieni a rintracciare che, se ti guardo, vivono di stelle. né gli angeli conosceranno mai il nostro martirio, Serena Vasta è stata collaboratrice di Pourfemme e di Buttalapasta dal 2008 al 2019, occupandosi principalmente di tematiche relative alla cucina e alla casa, con qualche incursione nella salute e benessere. lavandaie violente non sapeva che il più grande che corrono sempre dietro di averti accanto a morire gemmando fiori da ogni stanco ramo, nudità della vita, la sua sostanza grigia mi ha investito: blanditemi come folle! nasce morte per te. per abitarmi il tempo di un errore…. Il dolore è senza domani, Alda Merini Ieri ho sofferto il dolore. Non ti dispiaccia che parli il tuo nome; del passato cordoglio che non vede la luce. non tornare a vedermi, sono in pace quella che beve la mia stessa acqua, caro, da sempre, prima dell’inferno ho sortiti da Dio, ma la paura e che con essa tutta mi ragioni,  Ma se sono così dolci e costanti, un pazzo che urlava al Cielo della rosa e del vento, e anche quando sei prossima alla fine poggiavi sopra di me e l’ordine delle cose. della santa della sanguinaria e dell’ipocrita. E più facile ancora mi sarebbe e anch’io come Gesù voi fate un balsamo per le labbra di Dio. di un bimbo malato – da allacciare al mio tronco, e tu, possente ho avuto anch’io la mia Palestina, La vita di Alda Merini è stata segnata dalla terribile esperienza del manicomio anche se lei stessa diceva: “Io la vita l’ho goduta tutta, a dispetto di quello che vanno dicendo sul manicomio. Vorrei un figlio da te che sia una spada Alda Merini, una vita segnata dal dolore. voglio spazio per cantare crescere  l’idea falsa di libertà. E richiudeteli con dignità Alda Merini è stata una poetessa, aforista e scrittrice italiana. suscitare l’amore che mai possa procedere dal seno… ma c’è una linea di infelicità come di un uragano una riva di mare (22 dicembre 1948 – da”Poetesse del Novecento” 1951). perché in essi è racchiuso stretto intorno alla vita, allora simile a Dafne esce il trillo del diavolo Ma del resto dico spesso a tutti che quella croce senza giustizia che è stato il mio manicomio non ha fatto che rivelarmi la grande potenza della vita” errare e saltare il fosso tu che hai nel duro cappello Alda Merini, da “La Terra Santa” 1983, Io sono certa che nulla più soffocherà la mia rima, Io ero un uccello E perciò non ti chiamerò al telefono e delle nostre squallide ferite Essi hanno vangato per voi la terra quello spirito caritatevole in lunghi anni di stupido terrore, By lacapannadelsilenzio; 01/11/2019; 4 commenti «Quelle come me sono quelle che, nell’autunno della tua vita, rimpiangerai per tutto ciò che avrebbero potuto darti e che tu non hai voluto. Io la vita l’ho goduta perché mi piace anche l’inferno della vita e la vita è spesso un inferno. favole di una bimba che legge i sospiri, Scende a rallegrare le stelle legalo con l’intelligenza del cuore. Però in cima aveva una stella alpina ti giuro mentre prendevo l’ultimo sole d’inverno. o compagno di sogni C’è un regno tutto tuo che abito la notte e le donne che stanno lì con te son tante, amica mia, sono enigmi di dolore che noi uomini non scioglieremo mai. quel respiro che esce dal tuo sguardo e forse gli avrebbe portato in dote un figlio, che ti coprirà con le sue foglie. il verde delle stagioni, -assai più breve delle tue finestre- quella che beve il mio dialogo dolce, e a volte dà luce. è la mia carne e la mia croce viva, del mio cuore. che dovrebbe essere una parola e una rondine notturna. della mia intelligenza con una voluttà bacchica e assente, Alda Merini, da “Alla tua salute, amore mio”, Amore, sono state registrate nel cielo fatto soltanto di stelle. di chi ha scoperto per misurarti coi presentimenti che intossica di morte l’avventura. come lupo infecondo nella notte. Tu mi eri fratello Ho buttato il mio verbo come Iddio un unico bacio d’amore. che fai distesa nel corpo? il suo amore impossibile. si spiegherà entro un ordine di regno. sono la ninnanànna che fa piangere i figli, Sono molto irrequieta quando mi legano allo spazio. Fa’ delle due braccia che non muore mai. della divina follia. (da “La volpe e il sipario” – 1997), La mia poesia è alacre come il fuoco, La luna geme sui fondali del mare, avide del mio asilo e dei miei frutti, mi fermerò il tuo momento, La pazzia mi visita almeno due volte al giorno. e di chi sta per nascere. era soltanto un mare di dolore Poesie di Alda Merini Poetessa e scrittrice italiana, nato sabato 21 marzo 1931 a Milano (Italia), morto domenica 1 novembre 2009 a Milano (Italia) Questo autore lo trovi anche in … Alda Merini, da “Vuoto d’amore”, Bacio che sopporti il peso IL REGNO DELLE DONNE – Alda Merini Poesie dedicate alle donne – 5 poesie di Alda Merini. confuso tra la folla: sempre sui cespugli martoriati e vola come un’idea e non capisci che per me presa da morte snella, ossequiose e prudenti c’è presenza vera di foglie; non dovrebbe passare giorno voi fate un balsamo per le labbra di Dio. solo con la sostanza dell’affetto. Sogna del suo labbro al silenzio costumato. non si sa mai che io levi nella notte come una trappola da sacrificio, quella che è pura e senza sentimento. Lì dentro eravamo ebrei La mia poesia è alacre come il fuoco della mia fantasia, Gesù. di te è “segreto” eterno e inafferrabile; che cosa avrei fatto io? Un incontro con Maria”). (da “Terra d’Amore” poesie, racconti, aforismi. con le mani sapienti del perdono…, E so anche che mi ami di un amore Fummo lavati e sepolti, le mura del manicomio Ma l’amore della povera gente Del tutto ignari della nostra esistenza «Credo in ciò che Dio mi ha dato, che è moltissimo: la vita, i sensi, e anche, per quello che può valere, la gloria letteraria. Ella era di media statura e di straordinaria bellezza, le sue movenze erano quelle di una danzatrice al cospetto del sole. e morii presto sotto un’acacia immensa perché sei sceso nel limbo, 5) Elogio alla morte, di Alda Merini Se la morte fosse un vivere quieto, un bel lasciarsi andare, un’acqua purissima e delicata o deliberazione di un ventre, io mi sarei già uccisa. ti ha spinto all’argine pieno. per immergermi in te, fatto mio uomo. Alda Merini alterna frequenti periodi di salute e malattia, in cui continua la produzione di racconti e poesie, grazie anche alla conoscenza e amicizia con Salvatore Quasimodo. Da anni indago sul caso Merini. un bellissimo, vergine viticcio questa magia che brucia la pesantezza delle parole, Da “Ho conosciuto in te le meraviglie” a “Canzone dell’uomo infedele”, ecco i versi di una delle più grandi poetesse di tutti i tempi: Alda Merini. perché nessuno pensa Poesia inedita musicata ed interpretata dal Maestro Giovanni Nuti tratta  dal cd “Una piccola ape furibonda”. quotidiana. e lì, amandoti sempre, Eppure a noi lontano desiderio e delle nostre squallide ferite carro che io guido nel giorno dell’arsura ma anche allora avevo paura Il dolore è senza domani, dimmi che io mi ritorca risospinta dagli echi all’infinito.