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Baviera, Praga E Germania Dell'est 30 Luglio 6 Agosto

Nel nostro tour scopriremo una tappa dopo l'altra, il fascino delle terre dell'EST
Praga, città delle cento torri, patrimonio dell’UNESCO, una delle città più belle del mondo – venite a scoprirla di persona.
Il Municipio della Città Vecchia con il celebre Orologio astronomico di Praga, le viuzze tortuose del quartiere ebraico rese note dai romanzi di Franz Kafka e intrise di leggende sul Golem, le caffetterie che invitano ad entrare e sedersi, le boutique e le escursioni in battello sul fiume Moldava, il Ponte Carlo in stile gotico e la chiesa di San Nicola nel Quartiere Piccolo, la più bella chiesa barocca di Praga, i Giardini del Castello lontani dal trambusto cittadino, la collina di Petřín con la sua torre panoramica che sembra una Torre Eiffel in miniatura, il Castello di Praga… Ogni quartiere di Praga ha la sua atmosfera peculiare e un fascino unico. La città di Praga si presenta come una città mutevole, a cui piace alternare gli stili, sa essere romantica, frenetica, antica e moderna, ma soprattutto è una città cosmopolita abituata ad accogliere stranieri. È arrivato il momento di conoscerla.
L’Est della Germania è una terra di grande personalità e dalla storia ricca di passione e di arte. La grande Sassonia, con le sue belle città come la rinascimentale Dresda e Il 9 novembre 1989 cade il Muro di Berlino, la Repubblica Democratica dell’Est e la Repubblica Federale Tedesca si riunisco, Berlino e il Brandeburgo rimangono le testimonianze delle passate occupazioni, delle passate ideologie, delle passate culture. La Berlino capitale della Germania unificata vanta oltre 170 musei, 300 gallerie, 150 teatri e una dinamicità artistica e culturale in continua evoluzione

DATA EVENTO
30 Luglio - 06 Agosto 2016

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30 LUGLIO 2016 Hermagor AT


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    Tra le Alpi Carniche e le Alpi della Val Gail, a 1,5 km dal capoluogo Hermagor si trova lo Schluga Camping Hermagor con i suoi 5,5 ettari, un camping a 5 stelle che con la sua SPA a disposizione dei partecipanti il tour, permetterà di rilassarsi e cominciare a pregustare i piaceri del lungo viaggio.

    31 LUG 2016 Miniere di sale Berchtesgaden (183 Km)


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    Ora a capicollo giù per gli scivoli, ora in un lento incedere a bordo di vagoncini che conducono nel ventre della montagna e infine persino su una zattera fluttuante per attraversare un lago sotterraneo... il tuo viaggio nelle miniere di Berchtesgaden sarà carico di emozioni e scoperte. Divertendoti apprenderai tutti i segreti del prezioso “oro bianco” che rende gustoso ogni nostro singolo giorno e che qui viene estratto ormai da 500 anni.
    L’Antica Salina di Bad Reichenhall è tra le più belle al mondo. A volerne la favolosa ricostruzione dopo un incendio fu Re Ludwig I. Sfoggia ancora il centenario impianto di pompaggio, le potenti ruote idrauliche, le grotte di sale sotterranee.

    31 LUGLIO 2016 Salisburgo AT (31 Km)


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    A Salisburgo bisogna entrare a piedi, possibilmente da uno dei ponti sul fiume Salzach. La piccola capitale della musica e del Barocco (o Auberge de Junesse Salisburgo Autriche meglio del rococò), è circondata dai boschi ed ha sullo sfondo le montagne. Si presenta come uno scenario teatrale addossato a un
    bastione roccioso. In alto la sua massiccia fortezza, domina su palazzi, ville, cupole e campanili di chiese. Fanno da cornice alla città, isolate case settecentesche, piccoli palazzi, castelli, conventi, come se qualcuno avesse deposto, tra il fiume e i boschi, un modellino architettonico intatto, quasi perfetto.
    La città prese la forma attuale quando il "sovrano" di Salisburgo di allora, l'arcivescovo Wolfgang Dietrich, commissionò a Vincenzo Scamozzi, allievo di Palladio, la ricostruzione della città (di Scamozzi è tra le altre cose La Libreria di San Marco a Venezia e del Palazzo Nuovo di Bergamo). Fu lui a "cristallizzarla" come una città barocca. Salisburgo è adagiata in modo scenografico sulle sponde del fiume Salzach, ai piedi del monte Untersberg, ed è considerata una delle città più belle d'Europa,
    tutelata dal 1997 come Patrimonio dell'Umanità Unesco

    1 AGOSTO 2016 Monaco di Baviera DK (145 Km)


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    Secondo i tedeschi Monaco pulsa di prosperità e Gemütlichkeit (intimità). Folklore e antiche tradizioni convivono con le BMW eleganti che vengono prodotte qui, con le boutique di stilisti e con la famosa industria meccanica che esporta in tuttoil mondo. I suoi musei includono collezioni di classe mondiale e la musica e le scene culturali fanno una seria e spesso vincente competizione a Berlino. Qual è il segreto di questa città?
    Monaco (in tedesco München) è situata a breve distanza dalle Alpi bavaresi. La capitale della Baviera è apprezzata dai visitatori e dai suoi abitanti per molte cose. Una di queste è il fatto che riesca a combinare felicemente servizi tipici di una metropoli, con uno stile di vita sofisticato, con un'atmosfera casalinga, un po' provinciale, simboleggiata alla perfezione dalle fumose e allegre birrerie dove vanno tutti i membri delle famiglia, oppure dalla BMW che ha qui la sua base, accanto ai milionari locali che non disdegnano di indossare i Tracht, i tipici calzoni bavaresi. Nonostante tutta la sua raffinatezza, Monaco insomma conserva un tocco di provincialismo che i visitatori trovano affascinante.
    L'atteggiamento della gente si può sintetizzare nella frase "vivi e lascia vivere", una metropoli che vorrebbe essere un villaggio, ma globale e non solo durante l'Oktoberfest.
    Il nome di questa città, come in effetti si è portati a pensare, è legato ai monaci ed a un monastero, originario del X secolo.
    Secondo la tradizione, in quel periodo, sulle rive del fiume Isar, venne fondata "Muniche" (cioè "luogo presso i monaci"), un piccolo insediamento attorno al monastero di Tegernsee (dal lago di Tegern). Lo stemma della città ricorda proprio questo inizio: raffigura un monaco detto popolarmente "Münchner Kindl". La città bavarese è una capitale di stampo aristocratico, ve ne accorgerete, affollata di tesori, capolavori realizzati durante il periodo Barocco - rococò, che sono equiparabili alle opere francesi e italiane.
    Il profilo cittadino è stato modellato secondo il volere dalla dinastia reale più longeva di Germania, i Wittelsbach, che qui ha regnato per secoli, a cui appartiene Ludwig II, uno dei monarchi più visionari e romantici di tutta la storia dell'umanità. Anche quest'ultimo personaggio è un po' il simbolo delle due anime di Monaco, entrambe vive e vivaci: una che lascia intravedere il benessere economico e l'altra legata a una tradizione fatta anche di leggenda. Folklore e tradizioni convivono fianco a fianco. Ci sono musei che vantano collezioni di capolavori artistici di livello internazionale e l'offerta musicale e culturale è spesso superiore a quella di Berlino. Gli abitanti si attengono al principio del "vivi e lascia vivere". In occasione dell'Oktoberfest persone da ogni parte del mondo arrivano qui per brindare alla città. Ogni tedesco c'è stato almeno una volta nella vita. D'estate migliaia di persone si ritrovano a prendere il sole, a leggere un libro, ad ascoltare musica, nel Englischer Garten, letteralmente il Giardino Inglese, uno dei parchi cittadini più grandi d'Europa.
    "Cominciai a pensare a Monaco con un testardo desiderio a ogni ora del giorno, come se in quella piacevole città avessi perduto qualcosa di essenziale. E, lentissimamente, quel qualcosa di essenziale prese forma nella mia coscienza, ed era la forma snella e leggiadra della bionda diciannovenne". Hermann Hesse
    Dai primi documenti storici Monaco venne fondata da Enrico XII di Baviera, (meglio conosciuto come Enrico il Leone), nel 1158. Questo ultimo, duca di Sassonia e duca di Baviera fece costruire un accampamento militare che, avrebbe ricevuto lo status di città fortificata. Dopo un acceso scontro con il vescovo di Freising per il controllo dei dazi del ponte sul fiume Isar, Enrico riuscì ad avere la meglio. Nel frattempo, istituì nel nuovo piccolo borgo un mercato, dando inizio alla circolazione di una propria moneta.
    Successivamente, a seguito della proscrizione di Enrico e alla sua disfatta contro l'imperatore Federico Barbarossa, (suo cugino), Monaco e la Baviera vennero assegnate a Ottone di Wittelsbach (1180) e per circa 700 anni (dal 1255 al 1918) fu residenza ufficiale della casata di Wittelsbach. Sotto il regno di Ludwig IV di Baviera (1314-47), Imperatore del Sacro Romano Impero dal 1328, Monaco diventa capitale della Baviera. In questo periodo venne costruita la seconda cinta muraria. Nel 1327 l'intera città fu distrutta da un incendio, ma venne ricostruita in pochi anni grazie anche all'aiuto dell'imperatore del Sacro Romano Impero Ludwig IV. Durante il dominio di Albrecht IV il Saggio (1467-1508), si ebbe il periodo di fioritura del gotico, con artisti quali Grasser e Polak. Nel frattempo, nel 1505, la città divenne la capitale della Baviera unita. Fu tuttavia con il duca Albrecht V (1550-1579), sostenitore della Controriforma, che Monaco accrebbe la propria importanza economica e politica, diventando il principale centro artistico e culturale del Rinascimento tedesco. In questo periodo venne costruito il grande Antiquarium della Residenza reale. Durante le Guerre religiose del XVII secolo, nel 1609 Massimiliano I, fondò la Lega Cattolica, facendo di Monaco la capitale del Cattolicesimo tedesco. Dalla sua storia la Monaco odierna ha tramandato diverse bellezze. Lo sviluppo è stato tale da portarla a divenire terza città più grande di tutta la Germania, in un'estensione che parte dai piedi delle Alpi e arriva a comprendere gran parte della Oberbayern (l'Alta Baviera).
    Birra, patate e salsicce! Se si pensa che Monaco di Baviera sia solo questo, oltre all'Oktoberfest, ci si sta veramente sbagliando di grosso. Monaco è una città così ricca di storia e bellezze urbane e paesaggistiche da contare oltre 45 musei, viali per lunghe passeggiate nel verde, monumenti storici, e ancora giardini e tantissimi negozi per lo shopping più tradizionale o quello più sfrenato. E ancora, ristoranti, caffetterie, e locali all'ultima moda. E poi ci sono loro, i bavaresi, simpaticissimi! “München mag Dich?, così dice il motto della città, e cioè “tu piaci a Monaco?... detto fatto! Gli abitanti di Monaco sono capaci di attaccare bottone in una birreria, consigliarti un ristorante, indicarti una strada o un negozio, sempre con garbo, piacevolmente. In modo, insomma, molto poco tedesco... e chi l'aveva detto? i tedeschi sono freddi e distaccati? Saranno cambiati i tempi, chissà? Comunque sia, ci piace sempre stare alla dagli stereotipi.
    Molti viaggiatori a Monaco rimangono assolutamente sbalorditi dalla qualità della sua architettura. Infatti, nonostante sia stata pesantemente danneggiata dai bombardamenti alleati durante la Seconda guerra mondiale, molti dei suoi edifici storici sono stati ricostruiti e il centro della città appare per lo più come lo era alla fine dell'Ottocento. La scena culturale di Monaco non è seconda a nessuno in Germania, ci sono talmente tanti musei di qualità da essere paragonabile a Berlino. Chiedi ad un tedesco dove si immagina in cinque anni a questa parte, e stai più sicuro che ti risponderà “München, natürlich!?, naturale. Vorrebbe proprio vivere in una città che nel 2008 ha festeggiato i suoi 850 anni storia. Eppure non dimostra così tanti anni, visto lo spirito giovanile e vitale dei suoi abitanti. Indovinate qual'era il motto precedente al 2006, quello al 'tu piaci a Monaco'? Era “Weltstadt mit Herz?, e cioè: “città cosmopolita con un cuore?. Incredibile quanto questa città riesca a catturare l'animo di ogni viaggiatore, e non solo il suo cuore. Lo ha fatto così tanto da essere stata premiata nel 2010 come la 'città più vivibile del mondo'
    Sono tantissime le attrazioni turistiche da vedere e visitare a Monaco e le troviamo in gran parte del suo territorio urbano, nonostante molte, siano concentrate nel centro storico. La città si compone di diversi distretti, di cui i principali sono il Centro storico (concentrato nei quartieri di Marienplatz, Isartor, Karlspaltz, Odeonsplatz), generalmente indicato all'interno dell'antica cinta muraria, oggi purtroppo distinguibile per lo più dall'Altstadtring, l'anello di circonvallazione del centro, nonostante esistano ancora alcune zone dove le mura sono ancora visibili; la zona dell'Università di Monaco, che comprende i quartieri di Schwabing e Maxvorstadt, conosciuti per una tipica atmosfera cosmopolita, fatta anche di piccole caffetterie, ristoranti, librerie e negozi alla moda; la zona Olimpica, la Olympia Einkaufzentrum, conosciuta in particolare per aver ospitato le Olimpiadi di Monaco del 1972, che come è noto furono macchiate dal attacco terroristico contro gli atleti israeliani; Haidhausen, il distretto che si sviluppa attorno alla stazione ferroviaria di Ostbahnhof, conosciuto in particolare per i quartieri di Kultfabrick e Optimolwerke, apprezzati per la migliore vita notturna di Monaco; poi troviamo i distretti più rilassanti e tranquilli come Neuhasen e Nymphenburg. Provate ad addentrarvi in uno di questi due quartieri e farete presto a dimenticarvi d'essere in una città di oltre un milione di abitanti. Thalkirchen, infine, quartiere situato lungo la banchina del fiume Isar, è apprezzato dagli abitanti per le attività ricreative che offre, non solo per il suo zoo, ma anche per esempio per la spiaggia del Flaucher, sul fiume.
    Monaco è gemellata tra le altre con le città di Edimburgo, Bordeaux, Kiev e, in Italia, con Verona.
    Monaco è una città incredibile, che la scegliate durante il suo evento maggiore, Oktoberfest o durante altri periodi dell'anno (se non avete ancora provato il Natale di Monaco, preparatevi!). Il suo clima in estate permette una temperatura ideale, lontana dalla forte calura estiva riscontrabile in molte città italiane e mediterranee (con una media di 23-25 °C), mentre in inverno, nonostante la vicinanza delle Alpi, non si arriva mai oltre i -4 o -5 °C).

    2 AGOSTO 2016 Norimberga DK (169 Km)


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    Norimberga, la seconda città più grande della Baviera (Nürnberg in tedesco) dopo Monaco, è una città vivace e stimolante, che merita d'essere ricordata non solo per gli eventi storici più importanti della guerra e del dopoguerra.
    Al contrario questa è una città carica di energia, con un'intensa vita culturale (e notturna), un'ottima qualità della vita ed è per questo che risulta una delle mete turistiche della regione, con visitatori tutto l'anno, con punte in estate e in occasione delle celebrazioni natalizie. In epoca medievale, Norimberga era "de facto" la capitale ufficiosa del Sacro Romano Impero, nonché la residenza preferita dei re tedeschi.
    La 'Bolla d’Oro', una legge promulgata nel 1356 dall'imperatore Carlo IV, sancì il fatto che ogni nuovo eletto, re o imperatore che fosse, doveva tenere qui, in questa città, la prima riunione del parlamento imperiale.
    Oggi, questa è una città che cerca di promuovere se stessa, il suo incredibile talento culturale, il lato culinario e il turismo, offrendo ospitalità con una serie di importanti eventi annuali, come per esempio i mercatini di Natale, probabilmente i più famosi in Europa. Situata a poco più di 100 km da Monaco di Baviera, la città è amministrativamente parte della regione della Media Franconia (Mittelfranken) ed è bagnata dal fiume Pegnitz e dall'Europa Canal (Canale Reno-Meno-Danubio).
    Norimberga si scopre città cosmopolita dall'atmosfera medievale, ricca di testimonianze arrivate fino a noi dalla sua storia millenaria. La sua eredità storica rivela, più di ogni altra città in Germania, il passato e il presente del popolo tedesco. Qui a Norimberga i monumenti storici si accompagnano al traffico di un moderno e dinamico centro urbano e le numerose attrazioni turistiche, i punti d'intrattenimento giovanile, i bar all'ultima moda e i ristoranti, terranno di certo ben occupata la vostra visita in città. Il tutto in un mix piacevole ed affascinante. Ma ad incuriosire è soprattutto la storia di Norimberga: come in un libro aperto, tra gli scorci più noti e meno noti della città, è possibile leggere le fortune e le disgrazie di tutta la storia tedesca. Impossibile non riconoscere quella che veniva considerata il più grande 'tesoro dell'Impero tedesco'; allo stesso tempo come non ricordare che questa città è stata elevata a simbolo del partito di Adolf Hitler, la stessa che è poi diventata l'emblema della coscienza mondiale al rifiuto dello stesso nazismo?
    Di anni Norimberga ne ha poco più di 950, la sua storia è quindi di sicuro molto più ricca di quanto non possano testimoniare i suoi due periodi di vita più importanti. Alcuni scavi archeologici abbiano evidenziato la presenta di diversi insediamenti preistorici nel territorio dell'attuale città, ma non fu prima del 1050 che si sentì parlare di Nourenberc (da montagna rocciosa) e questo avvenne in un documento ufficiale dell'imperatore Enrico III. Nonostante la posizione geografica, nessun mare o grande fiume a farle la corte, Norimberga è riuscita a diventare uno dei centri di commercio più grandi della Germania medievale. Ciò è in parte dovuto alla sua ubicazione urbana, situata tra le maggiori vie mercantili del centro Europa. Fu nel Castello di Kaiserburg, le cui torri ancora oggi contraddistinguono l'orizzonte della città, che si susseguirono molti degli intrighi reali di questo periodo storico. Nel 1219, Federico II diede alla città il titolo imperiale, fatto che procurò numerosi vantaggi economici e soprattutto la sicurezza che Norimberga diventasse una 'proprietà' esclusiva dell'imperatore. Nel 1356, la città ricevete un ulteriore riconoscimento, la cosiddetta Bolla d'Oro con la quale si dichiarava che i nuovi re dovevano obbligatoriamente tenere la prima sessione di consiglio a Norimberga. Questo fu un periodo fiorente per la cultura e le arti, un'epoca che vide l'edificazione di alcuni dei monumenti più importanti della città: i famosi Hauptmarkt (mercati di Norimberga) e poi ancora chiese, fontane e il municipio.
    Nella prima metà del XX secolo, Norimberga acquisisce ancora una volta maggiori riconoscimenti nazionali e internazionali, ma in contrapposizione le circostanze questa volta non sono le più favorevoli. Per Adolf Hitler questa era la città più significativa della storia tedesca, simbolo primario dell'impero tedesco e facile sorgente di sentimenti nazionalistici. Egli la riteneva “la più tedesca di tutte le città?, e avrebbe anche potuto dire la 'più nazista di tutte le città. Fu qui che il dittatore tedesco fece costruire l'enorme struttura destinata a diventare santuario per il nazismo; è sempre qui che sin dal 1933 vennero organizzati i sei giganteschi raduni del partito nazista; ed è sempre qui che egli creò la grande arena circondata da viali per celebrare le giornate del suo nazismo. “Mai in tutta la storia tedesca sono stati progettati edifici più grandi e più nobili di questi, costruiti e completati in questo nostro tempo? questo dichiarò Hitler a Norimberga nel 1937. Non solo egli non riuscì a raggiungere il suo sogno megalomane, ma la città pensata per diventare il simbolo del suo potere, divenne invece il simbolo del ripudio del nazismo in Germania e nel mondo. Fu infatti qui che si tenne la serie dei famosi Processi di Norimberga, dal 1945, durante i quali molti leader nazisti furono processati e condannati a morte da un tribunale internazionale appositamente costituito. Nessun processo fornisce una base migliore per comprendere la natura e le cause del male di quanto non facciano i processi di Norimberga. Coloro che si aspettavano di trovare mostri sadici rimasero e rimangono tutt'oggi generalmente delusi: lo sconcerto nei processi ai crimini di guerra arriva quando si è in grado di comprendere l'ordinarietà dei convenuti, uomini normali che potrebbero anche essere buoni padri e allo stesso tempo capaci di aver commesso i crimini più indicibili. La 'Banalità del male', come ci aveva informato Hannah Arendt durante un altro grande processo ad un criminale nazista, quello di Eichmann a Gerusalemme.
    Con tutto questo in mente, memorie che mai devono affondare nel mare dell'indifferenza, la Norimberga post-bellica è anche quella che ha dato vita a molte altre iniziative positive. Il centro storico, l'Alstadt, è stato faticosamente ricostruito attraverso la giusta determinazione e l'amore degli abitanti per la propria città, che di sicuro non si è mai riconosciuta negli eventi dell'epoca nazista. Oggi, questo aiuta il turismo dell'intera regione a rifiorire in un contesto culturale e architettonico di grande spessore nazionale e internazionale. Il turismo a Norimberga è settore economico trainante, quindi aspettatevi numerose attrazioni di qualità ed efficienti servizi di contorno per giovani, adulti e bambini, per esempio, troveranno entusiasmanti i momenti passati nel visitare l'acquario di Norimberga Tiergarten (Zoo di Norimberga che compiacersi durante un evento locale, come un con una conferenza nella Meistersingerhalle Nürnberger Versicherung, o in alternativa al Nürnberg (Teatro di Stato di Norimberga). La città vi farà scoprire una ricchezza di monumenti e luoghi d'interesse da lasciarvi sorpresi, tra i tanti l'eccezionale Castello di Kaiserburg, che domina gran parte della città, o lo storico palazzo duecentesco Nassauer Haus, o ancora la bella Tugendbrunnen (Fontana della Virtù). Gli appassionati di calcio magari preferiranno non perdere un importante match al nuovissimo Frankenstadion (capacità 45.000 spettatori). Uno dei punti d'interesse più importanti della città, suo simbolo storico più grande, è la Lorenzkirche (Cattedrale di San Lorenzo a Norimberga), risale alla metà del XIII secolo e possiede una splendida architettura in stile gotico.
    All'inizio del XXI secolo Norimberga si presenta come una città di mezzo milione di persone, una delle più grandi della Germania. Tradizione e progresso, antico e nuovo, vanno pari passo con equilibrio e armonia, creando un'atmosfera così caratteristica da essere unica rispetto ad altre città tedesche. Viene voglia di andare oltre e scoprire di più, vediamo cosa ci consigliano le prossime pagine per il nostro viaggio a Norimberga.

    3 AGOSTO 2016 Praga CZ (306 Km)


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    Praga, il sogno di pietra, come è stata chiamata, è una città magica, maledetta (come l'ha definita Franz Kafka), custode di pregiate architetture e di innumerevoli piazzette romantiche.
    Amata dagli artisti di tutto il mondo, covo di scrittori, che qui hanno spesso attinto da una fonte perpetua di ispirazioni, è dominata da un grande Castello, luogo di chissà quali storie, lungo quasi 600 metri. Il fiume Moldava (il Moldau, tema della celebre sinfonia di Smetana), sormontato da splendidi ponti, placido, possente e a volte straripante, taglia in due il centro storico che si è sviluppato attorno ad esso nel corso di secoli.
    Se volete potete leggere questa guida accompagnati dalla sua melodia.
    Ritratto in tutte le foto-ricordo, il Ponte Carlo (Karlův Most) è una delle icone della città. Lo si può attraversare solo a piedi, e vi consigliamo di farlo la mattina presto o al tramonto, quando i diversi effetti della luce rendono una semplice passeggiata un momento indimenticabile. Il ponte collega il Quartiere Piccolo o Malá Strana, lungo la riva sinistra, con la Città Vecchia o Staré Město, adagiata sulla riva destra del fiume, quella orientale. Di solito questo ponte brulica di turisti, cantanti jazz e venditori ambulanti, in un'atmosfera rilassata e piacevole. Nell'antichità il ponte veniva anche usato come luogo d'esecuzione per i condannati a morte. Alcuni, come San Giovanni Nepumuceno, patrono di Boemia, qui fu gettato per ordine del re Venceslao IV, che si era sentito contraddetto su una questione di carattere teologico o, secondo la leggendo, non voleva tradire un segreto confidato nel confessionale. Anche per questo il San Giovanni viene chiamato, il santo del ponte. Ma la sua caratteristica principale è rappresentata dal gruppo di 30 statue disposte ai lati, che rappresentano i santi e a cui abbiamo dedicato un'ampia sezione a parte.
    Porta girevole tra est ed ovest, oriente e occidente Praga è un luogo suggestivo dove Oriente ed Occidente s'incontrano, dove troverete preziose architetture sospese fra Barocco e Rococò, fra Art Nouveau e Modernismo. Sulle rive della Moldava passeggiando potrete immaginare di sentire nell'aria la melodia delle note di Smetana, il celebre compositore ceco che dedicò la sua famosa sinfonia Vltava (La Moldava in italiano), proprio al fiume. La Primavera di Praga, il festival di musica classica che qui si tiene ogni anno il 12 maggio (data della morte del compositore) s'inaugura proprio con un'esecuzione della Moldava. Passeggiando lungo il fiume al tramonto si comprende meglio ciò che rende questa città- gioiello così affascinante. Fare un giro sul battello di notte sul grande fiume Moldava è sicuramente molto romantico. Il centro storico di Praga ha un'estensione grandissima, 866 ettari, e figura dal 1992 nell'elenco dei beni culturali dichiarati patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.
    Praga ha ricevuto dall'Unione Europea il titolo di capitale della cultura nell'anno 2000, titolo di articolare significato in quanto attribuito all'inizio del nuovo millennio.
    L'atmosfera è magica nell'antica città dei re, che nel corso della sua storia ha visto di tutto: secoli di reggenza dei sovrani di Boemia, compositori classici, invasori nazisti, carri armati sovietici, rivoluzionari e poi grandi difficoltà e rinascite, ondate di turisti e nuove prospettive economiche e sociali. Sono molti gli avvenimenti che si sono svolti nelle pittoresche strade a ciottoli di Praga, sotto le alte guglie delle sue chiese, che a tante minacce sono sopravvissute. E Praga ancora oggi riesce a trasmettere la
    forza del carattere dei suoi abitanti e continua ad essere una delle città più belle dal punto di vista urbanistico e più romantiche d'Europa (nota: è elencata tra le sei città più visitate del continente).
    Per secoli la città è stata crocevia del passaggio di molti personaggi famosi, principalmente artisti e letterati. La sua bellezza è stata ammirata da Mozart, Beethoven, Apollinaire, Cajkovskij, Dostojevskij, Rodin, Kokoschka, Elisabetta II, Papa Giovanni Paolo II e altre importanti personalità che hanno scritto la storia d'Europa. Tra i letterati, Praga era molta amata da Hasek, Seifert, Brod, Kisch, oltre naturalmente da Kafka. Gli amanti della letteratura faranno sosta per visitare la casa di Kafka Vicolo d'oro del castello, numero 22, vedi sotto), scrittore sublime e tormentato, filosofo dell'esistenza e autore del celebre La metamorfosi, nato a Praga nel 1883.
    Più di recente il nostro Umberto Eco, amante di Praga, ha omaggiato la città con il suo libro Il Cimitero di Praga. Il film Canone inverso nel 1999 ha celebrato in musica Praga. Chi l'ha visto si farà facilmente trasportare sulle note intense della colonna sonora, immaginando un violinista in una birreria fumosa e la musica che sale.
    I Monumenti di Praga sono unici . Lasciatevi conquistare dai vicoli nascosti di Praga, dalle piazzette romantiche e dai piccoli scorci, suggestione non si riesce a descrivere a parole. La Città Vecchia, il Ponte Carlo sotto il castello chiamato anche Città Piccola), Nové město (la Città Nuova), la Piazza dell'Orologio... questi sono solo alcuni dei luoghi simbolo della città. Il complesso urbano di monumenti storici è dominato dal Castello di Praga (Prazsky hrad), mentre il centro storico è suddiviso in sei parti, un tempo delle vere e proprie città indipendenti, poi unificate nel Settecento: a quelle più antiche della Città vecchia (Stare Mesto), Città Bassa o Piccola (Mala Strana), Città Nuova e Hradcany, si unirono successivamente anche l'antico quartiere ebraico di Josefov e quello di Vysehrad.
    I quartieri di Mala Strana (la Città Piccola dove domina il Barocco) e Stare Mesto (che in ceco significa Città Vecchia) sono i più visitati dai turisti. La Piazza centrale di Stare Mesto è il luogo dove sono avvenuti gli eventi più significativi della città, dalle incoronazioni dei re all'esecuzione delle condanne a morte.
    Il cimitero ebraico
    Il quartiere ebraico di Josefov è un'altra meta da non perdere. Il ghetto di Praga fu creato nel 1600 per confinare gli ebrei dentro uno spazio circoscritto. Suggestivo il cimitero ebraico, dove per mancanza di spazio le tombe sono sovrapposte le une sopra le altre. Gli ebrei chiusi nel ghetto difatti furono costretti a trovare una soluzione alla mancanza di spazio, e questo anche per le sepolture. La sovrapposizione delle tombe ha fatto arrivare fino a 12 gli strati delle sepolture, con l'ovvia conseguenza che il numero delle lapidi non corrisponde a quello dei morti. Eppure le pietre tombali sono migliaia, strette le une alle altre, oblique, talvolta quasi riverse le une sulle altre. Una altra cosa particolare del cimitero sono i messaggi scritti su carta destinati ai defunti, che vengono lasciati sulle tombe con sopra dei sassolini per tenerli fermi. Ogni messaggio contiene una preghiera o una richiesta che un amico o un parente rivolge al suo caro estinto. Approfondire alla pagina Antico cimitero Ebraico di Praga.
    La capitale degli alchimisti Il passato della città è ben riassunto nel suo stemma:
    "Praga caput regni" (Praga capitale regna), ad indicare la più forte e bella città del regno, che fu anche capitale del Sacro Romano Impero dal XIV secolo. Sin dalla sua nascita, Praga ha svolto un ruolo importante nella storia della nazione Ceca e dell'Europa. Nel Medioevo la sua fama era di città tra le più belle nel mondo e per questo le furono dati gli attributi più diversi: "città d'oro", "dalle cento torri", "corona del mondo", "sogno di pietra", solo per elencarne alcuni.
    Uno sguardo all'enorme, antico castello - uno dei più grandi del mondo – spiega il perché del sopranome di città dalle cento torri. Il Castello è stato restaurato e parzialmente ricostruito diverse volte, poiché ogni suo nuovo occupante intendeva infondere un proprio stile personale all'edificio. Oggi il castello è sede ufficiale della Vaclav Havel, la presidenza della Repubblica ceca, ed ospita anche al suo interno i gioielli della corona.
    Questa grande fortezza è il punto di partenza ideale per iniziare una passeggiata dentro alla città, e poi da qui è tutto è in discesa.... Dal castello si diparte la lunga e antica Via Regia, la strada reale, che nel 1458 fu testimone della salita al trono di Giorgio di Poděbrady.
    Divenuto re con il nome di Giorgio di Boemia fu il primo monarca europeo a rinunciare alla fede cattolica, contestando la corruzione della Chiesa e il comportamento incoerente e sregolato del clero. Vicino alla a via Regia troviamo la cinquecentesca Torre delle Polveri (Prašná brána) che offre un ingresso simbolico alla città ed è costruita sopra una delle 13 porte di Praga. Vicino sorge il Municipio (Obecni dum) del XIX secolo, uno dei maggiori esempi di Art Nouveau a Praga. Bello il colorato mosaico di Karel Spillar L'Apoteosi di Praga che decora lo spazio sopra la porta d'accesso.
    La via regia, la via dei re Tra i sovrani, a percorrere la lunga via Regia in corteo incoronazioni e funerali, vi furono l'imperatore 1562, Maria Teresa nel 1743, Leopoldo II nel 1836. La strada Reale attraversa le quattro città originarie di e lungo il percorso potrete ammirare gli edifici e i monumenti più importanti di Praga. Immaginiamo di percorrerla avvicinandoci via via al Castello e alla Cattedrale che sorge al suo interno. Camminando troveremo: la Casa della Madre Nera di Dio, edificata nel primo Novecento ed oggi sede del Museo del Cubismo (a due passi si trova la via Celetna, una delle strade più antiche del centro storico di Praga); il Tempio di Tyn, anche conosciuto come Chiesa di Santa Maria di Týn, luogo di fede degli Hussiti (i seguaci del riformismo rivoluzionario boemodi Jan Hus); il Vecchio Municipio del 1388, noto in particolare per l'Orologio astronomicoche da sei secoli ripercorre laborioso il movimento dell'universo (nella figura a destra). L'orologio segna giorno, mese, anno, il sorgere e il calare del sole e della luna e il movimento dei pianeti. Solo un problemino... pensate che l'orologio è stato costruito nel '400, quando ancora si sosteneva che la terra era al centro dell'universo e tutto ruotava intorno a noi, quindi la sua rappresentazione non è troppo giusta. Allo scoccare dell'ora si aprono le finestrelle e sfilano figure religiose. Nella parte bassa potete vedere i movimenti dello scheletro, dell'avaro e del vanitoso.
    Ancora lungo il percorso della Via Regia troverete il Klementinum (1556), il grande l'edificio Barocco ex collegio dei gesuiti, che a sua volta si compone anche delle chiese Sv. Salvator, Sv KlimenteVlaska Kaple (la cosiddetta Cappella degli Italiani); la Porta del Ponte del 1380, in stile gotico; il Ponte San Carlo (di cui abbiamo parlato prima) le Torri del Ponte della città piccola(Mala Strana), edificate dal XII al XV secolo; la Settecentesca chiesa di San Nicola, capolavoro del Barocco boemo ed infine il Castello e la Cattedrale, al suo interno. Arrivati al Castello si rimane colpiti dalla mole degli edifici che lo compongono, e al suo interno, dalla Cattedrale di San Vito, lunga oltre 120 metri, è in stile gotico con le guglie appuntite che trafiggono il cielo.
    Imponente la porta d'oro, stupende le grandi vetrate decorate. Nei sotterranei ci sono le tombe dei re boemi.
    Per i turisti da vedere il cambio della guardia.
    La Praga di Kafka
    Sino passati 130 anni dalla nascita di Franz Kafka, uno dei più straordinari scrittori che l'Europa Centrale abbia mai prodotto, e divenuto simbolo della Praga letteraria e culturale. Nella piazza della Città Vecchia sembra in certi momenti di poter vedere ancora fra tanta gente la figura minuta di quest'uomo vestito di nero e con la bombetta in testa. Al numero 3 di via Celetna in una vetusta costruzione addossata alla chiesa di Tyn, Kafka visse per dieci anni dal 1897. Era una casa con aspetti strani: un finestrone a trafori si spandeva nel cortile quadrato, sul quale si concentrava un pozzo buio con ballatoi intorno, suoni di organo, cori e odori di incenso. Praga in effetti possiede questo singolare carattere un po' arcano. Kafka nel 1916 abitò al numero 22 della Viuzza dell'Oro (o Vicolo d'Oro). Se alzate lo sguardo noterete una targa con su scritto Zale zil Franz Kafka, (“Qui visse Franz Kafka?). Questo alloggio consisteva in una dimora modesta formata da due stanze piccole con un'unica finestra, dove vivevano lo scrittore e la sorella. Kafka era alla ricerca di un posto tranquillo per scrivere e, insieme alla sorella referita, Ottla, soggiornò in questa casa dove scrisse parecchi dei suoi racconti. E' emozionante pensare al giovane Kafka che si aggira tra queste mura. In città si ricorda ancora oggi il carattere dell'imperatore asburgico Rodolfo II, la cui figura senza dubbio ha lasciato un marchio indelebile nella storia della «città d'oro»: costui era un devoto dell'astrologia e dell'occultismo e collocò proprio in questa piccola via le lucine de alchimisti, intenti a cercare la formula per trasformare il ferro in oro. Le casette di bambola della viuzza, indenni per secoli di guerre, rivivono nel Castello, il romanzo che Kafka scrisse nel 1922.
    Praga, a volo d'uccello, appare come una foresta di pinnacoli, di sottili guglie, di cupole verderame e di splendidi edifici barocchi. Al centro c'è un ponte in pietra arenaria sul fiume Moldava, con torri medievali ai due lati e tra queste una lunga galleria, adorna di statue sacre. In alto sulla collina, il Castello, un tempo sede del governatore di Asburgo. Immaginatevi queste stradine animate dagli artigiani e dagli alchimisti. Curioso che tra i praghesi contemporanei di Kafka suscitò stupore venire a sapere che questo loro concittadino era così famoso e importante in occidente. Oggi la casa che lo ospitò ha al suo interno un negozio di oggetti e testi relativi allo scrittore, qualcuno lo troverà interessante, qualcun altro invece avrebbe preferito una commemorazione più artistica e meno consumistica. Non perdetevi comunque il Museo Kafka, con un'esposizione che ripercorre la vita e le opere dello scrittore (situato in Hergetova Cihelna e aperto tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00, tel. +420 257 535 507). La tomba di Kafka è nel Nuovo Cimitero Ebraico (per raggiungerlo, linea A della metro Želivského).
    Praga e gli scrittori: l'Insostenibile leggere dell'essere
    Praga non è stata solo la città di Franz Kafka ma anche di Jaroslav Hasek, da Bohumil Hrabal, e di Vaclav Havel il drammaturgo-presidente eroe ormai leggendario della "Rivoluzione di velluto", e, ultimo ma non ultimo, di Milan Kundera, indimenticato autore dell'Insostenibile Leggerezza dell'Essere. Praga è da sempre la città degli scrittori. Non è un caso che dopo il crollo del muro di Berlino, la guida del Paese sia andata ad uno scrittore, un drammaturgo che ha saputo conquistare la stima e l'affetto di mezzo mondo e che ci ha lasciato purtroppo alla fine del 2011.
    Vissuta in carne e ossa, in colore e in pietra, i fantasmi letterari della città sono inevitabili. Anche se Praga "potrebbe stare nello spazio metaforico di un fazzoletto", alle sue infinite e magiche tentazioni nessuno scrittore ha saputo sfuggire. L'ha raccontata nelle sue "passeggiate" proprio Kafka, nelle sue birrerie Hasek con il suo buon soldato Sveik, e Hrabal attraverso i discorsi dei suoi bevitori e, apparentemente negata, l'ha detta e ridetta Kundera. Tutti hanno espresso la propria condanna senza rimedio, l'accigliato malumore, i "suoi frammenti gettati e staccati chissà da dove" (Kundera), ma poi si sono piegati ai suoi musicali rapporti architettonici, che si esprimono in stili diversi – ora barocchi e gotici, ora svevi e rinascimentali – quasi avessero seguito nel loro farsi e apparire le vibranti note di una polka di Smetana. Perfino nella Praga dei carri armati sovietici, "nella città coperta di manifesti dipinti a mano con scritte di scherno, epigrammi e poesie, caricature di Breznev e del suo talento", Teresa, una delle
    protagoniste dell'Insostenibile leggerezza dell'Essere, non riesce a evitare le bellezze premeditate, il suo vivaio di fantasmi. "Praga non molla... non molla noi due. Questa mammina ha gli artigli. In due punti dovremmo appiccarle il fuoco, al Viserad e al Hradschin, e così sarebbe possibile liberarci" aveva già scritto Kafka. E anche Kundera non va molto lontano guidando Teresa nei dintorni del quartiere-fortezza di Viserad dove sventolano le bandiere delle ambasciate straniere e dove nelle vetrine dei negozi e delle birrerie che affollano la Nerudova convivono oggi i ritratti di Masarik e di Dubcek: "Adesso salirai nella collina di Petrìn. Salirai in cima e capirai tutto... Cominciò a salire l'altura verdeggiante che si erge al centro di Praga e ogni tanto si fermava a guardare indietro: vedeva sotto di sé un'infilata di torri e di ponti, i santi agitavano i pugni minacciosi e fissavano le nuvole con occhi di pietra. Era la più bella città del mondo". Kundera si è dunque «tradito».
    Indimenticabile, e forse insostenibile, è il ricordo del ponte di Carlo IV, un capolavoro trecentesco progettato da Peter Parler, famoso per le statue dei santi e dove ora si ritrovano i giovani a suonare, a chiacchierare, a discutere dei propri ideali, o a vendere riproduzioni di ponte e statue come souvenir. Indimenticabile è la vista panoramica dalla collina del Petřín, che abbraccia la fortezza e volge verso i palazzi barocchi e rinascimentali di Mala Strana e della Moldava. Neanche la memoria delle periferie praghesi e dei quartieri operai, "gli interni con gradini consumati di una scala di pietra", i palazzi tenuti in rovina dai praghesi "per non dare la possibilità a qualche polacco o a qualche te di accusarli di aver sofferto poco", possono cancellare le vere immagini della città d'oro, della Praga che Perché Praga è tutto e, ambiguamente, il contrario di tutto. Angoscia e gioia, colline, giardini, fiume e cieli specchiano al rovescio, per contrappunto musicale, nei vicoli e nei cunicoli di Mala Strana (la città piccola), nei cortili segreti, nei sottopassi, nelle doppie uscite celate agli sguardi degli ignari turisti di Stare Mesto (la città vecchia) e percorsi più volte dai protagonisti kafkiani.
    Come non scrivere poi della Starometské nàmesti, della piazza della città vecchia, la più cara ai cittadini praghesi, per secoli testimone di tutte le manifestazioni, da quelle anti-asburgiche e anticattoliche a quelle antisovietiche? "Arrivò nella piazza della città vecchia con la severa cattedrale di Tyn e le case barocche disposte in quadrilatero irregolare. Il vecchio municipio occupava tutto un lato della piazza...". E' una piazza da scoprire lentamente, come tutta la città, gustando l'atmosfera sobria ed elegante dell'elaborato municipio. Quest'ultimo è costituito dalla casa trecentesca di un mercante a cui si affianca la torre del celebre orologio astronomico dalle cui finestre sfilano il Cristo, gli apostoli, l'avaro, il vanitoso e lo scheletro: "memento mori" (ricordati che devi morire), aveva fatto scrivere il maestro orologiaio Hanus di Ruze. L'orologio segnava le ore mercantili, mentre le campane di Týn, la chiesa che si affaccia «pinnacolata» a Nord della piazza, battevano un altro tempo: fino al 1620 quello della predicazione hussita. Come in molti altri interni praghesi, sacri e profani, anche nella chiesa di Santa Maria di Týn si riuniscono preziosi tesori d'arte in silenzioso colloquio tra loro; il pulpito, il baldacchino gotico, l'organo e gli altari barocchi si alternano quasi mescolandosi.
    É la stessa altalena stilistica che scandisce le facciate della piazza Staromestska. Quello di Praga è infatti un avvicendarsi di stili dissimili, meravigliosamente composti, che non riesce mai a sovvertire una propria continuità estetica; continuità creata dal regno gotico trecentesco di Carlo IV a quello, meno severo, dell'ultimo liberty.
    Eterogeneità che si apprezza anche nel quartiere ebraico di Josefov, il ghetto più citato e visitato del vecchio continente, tanto che neanche Kundera può esimersi dal farlo: "Il cimitero dove le lapidi piombate da cielo si perdono nel fogliame... quando fa buio è pieno di candeline accese, come se i morti stessero organizzando un ballo infantile". Lo scrittore si riferisce al Beth-Hachajim, la "casa della vita", come si chiama l'esemplare cimitero, uno dei più importanti e antichi d'Europa e dove le lastre tombali che portano gli emblemi simbolici e parlanti delle famiglie (ad esempio due mani per gli Aaron o un leone per i Low e una carpa per i Karpeles) sono conficcate e accatastate una sull'altra come se fossero state catapultate dalla cima della collina del Petrin. A pochi passi campeggia l'edificio più vecchio del ghetto: la Staronova Skola, la sinagoga costruita in forme protogotiche nel 1273. Al suo interno, nelle volte, troviamo ostentate delle nervature penta partite, da cui pende una bandiera donata dall'imperatore Ferdinando III per la fedeltà degli Ebrei durante l'occupazione svedese del 1628. Dalla sinagoga, seguendo la Paritzskà Ulice si giunge alla riva della Vltava o Moldava, dove "... voleva, fermarsi (Teresa, ndr) a guardare a lungo l'acqua perché la vista dell'acqua che scorre placa e guarisce".
    Sulla Vltava, o Moldava in italiano, si specchia la Praga più appariscente, dall'isola Kampa, silenzioso quartiere di case pittoresche e di osterie ricercatissime, all'insieme storico di estrema suggestione della città piccola. Attraverso il fiume ecco la scenografica barocca della chiesa di San Nicola, che domina la piazza della città piccola; al centro la colonna della Peste dove il "...santo reggeva la nuvola, l'altra nuvola un altro angelo", un privilegiato luogo d'incontro per Teresa e Karenin (sempre del romanzo di Kundera), che amano ascoltare le sinfonie beethoveniane nel giardino di timbro italiano del Palazzo
    Waldsteijn scandito da statue allegoriche. Non si manchi la visita ai giardini reali del Castello (Hrad), dove si raggomitolano il Vicolo d'Oro con le piccole casette abitate un tempo da alchimisti e orefici, l'imponente Cattedrale di San Vito e le raffinate sale cinquecentesche del Palazzo Reale, tra cui quella tardogotica della Dieta e quella di Vladislao vicino alla quale si aprono le finestre della nota defenestrazione di Praga, del 1618, così descritta da Kundera: "Nel 1618 la nobiltà boema si imbaldanzì, decise di difendere la propria libertà di religione, e furiosa contro l'imperatore che risiedeva a Vienna, gettò dalla finestra del castello di Praga due suoi alti funzionari. Ebbe così inizio la guerra dei Trent'anni". Fanno da corona al castello Hrad il palazzo Schwarzenberg e, più in alto lungo la Nerudova Ulice (via dedicata al poeta Jan Neruda), l'architettura eroico- trionfale del Palazzo Cernin e il santuario di Loreta, caro ai cattolici praghesi, un po' meno ai suoi sc X Siamo a due passi dalla collina di Petrin, propaggine della "Montagna Bianca" e verde supporto del di Strahov, da dove la "città mormora lontano, debole e dolce, come il suono di migliaia di violini
    Perdersi a Praga
    Per chi desidera avere una visione d'insieme di Praga, eccovi i monumenti dai quali è possibile godere delle più belle vedute della città: noi preferiamo il panorama dal lungo fiume Smetana e dal Ponticello Novotny, ma non sono da meno quelli dalla Torre del Municipio della Città Vecchia, dalla Porta delle Polveri, dalla Torre del Ponte di Mala Strana, dalla torre della Cattedrale di San Vito e dalle chiese di San Venceslao e di San Adalberto, dalla rampa del Castello di Praga in Piazza Hradcanské, dalla Torre panoramica di Petrin, dal parco di Letna (Padiglione Hanavsky), dal campanile della Chiesa San Nicola, dalla torre della stazione trasmittente di Zizkov, Vysehrad. Tanti vero? Basta sceglierne uno per ammirare tutta la bellezza che Praga ha da offrire.
    E' preferibile visitare Praga a piedi o utilizzando i suoi caratteristici tram. Solo così vi sarà possibile esplorare i suoi innumerevoli angoli segreti. Visitate i monumenti principali, ma lasciatevi anche andare alla Praga inusuale. Perdetevi in una mattina nebbiosa, dopo aver preso il caffè in una delle tante sale da colazione del centro (provate il Gran Café Orient, sopra il Museo Cubista o il Café Louvre, il preferito di Kafka e Einstein). Senza una direzione precisa riuscirete a conoscere l'anima della vera Praga: una vecchia e polverosa libreria, dove poter scoprire l'introvabile versione ceca di qualche autore italiano, un negozio di vecchie macchine fotografiche, un piccolo panificio dove trovare tanti
    prodotti freschi di forno, una buia chiesetta rischiarata solo da qualche raggio di luce e che si appresta ad essere pulita da due anziane donne. Poi improvvisamente appare un vecchio tram giallo e rosso... prendetelo e lasciate che il conducente vi porti da qualche parte, scendete solo quando ne avete voglia...
    Durante tutto l'anno Praga presenta un ricchissimo calendario di festival ed eventi musicali, artistici e teatrali. La città è in grado di offrire svariate opportunità di soggiorno, cultura e divertimento, tra hotel ed Ostelli, ristoranti, musei, art caffé e una più che mai vivace vita notturna. Non dimenticate lo shopping, tra antico e moderno Praga è sempre all'avanguardia nelle tendenze commerciali. Da comprare come ricordo il cristallo di Boemia (bellissimo, tradizione secolare e costo alto!)
    e una pietra preziosa che si chiama granati (sono pietre dure di colore rosso scuro intenso), le gioiellerie della città ne sono piene ed i prezzi non sono carissimi. Scendendo con il prezzo, molto carine sono le marionette e per i bambini i giocattoli in legno artigianali. Le matrioske, anche se russe di origine, si sono trasformate con il tempo in un souvenir tipico di Praga. Possono essere un regalo carino come oggetto decorativo per la casa ma anche come gioco per i bambini piccoli. Se non avete paura di rompere tutto in valigia, o non viaggiate in aereo, una birra o un liquore artigianale potrebbero essere un oggetto ricordo/regalo interessante (si può sempre conservare la bottiglia vuota!). Qui la birra artigianale è una grande tradizione e ottimi sono i liquori a base di erbe e prugna: la becherovka (con 23 erbe e un sapore di cannella) e la slivovice (una grappa di prugne) bevute entrambe come digestivo. Pensate che la birra è così economica a Praga che costa meno dell'acqua. Portatevi via i souvenir ma soprattutto stampate nella mente i vostri ricordi, da assaporare nel tempo e con la voglia di ritornare ancora una volta, prima o poi, nell'antica città dei re. Per chi ha ancora tempo per esplorare la zona, un consiglio, dopo Praga, visitate i castelli della Boemia.
    Qual'è il miglior periodo per visitare Praga?
    Per questa città bellissima e magica il periodo migliore è la primavera, quando i castagni sono in fiore, le serre fitte di garofani e i giardini di molti palazzi fragranti di lillà. L'estate di Praga è splendida, ma l'anima della città esercita un fascino ancor più inquietante in inverno. Sul rosso sfumato delle tegole del tetti, sul giallo delicato dei grandi viali alberati, persino nelle viuzze tortuose, cammini di ronda in cui si penetra a stento, su tutto si diffonde un tocco invernale di grigio che accresce il senso di mistero.

    5 AGOSTO 2016 Dresda Latteria Pfunds DK (151 Km)


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    Non sappiamo se si tratti della più bella latteria del mondo (nonostante sia entrata nel Guinness dei Primati per questo motivo), ma, certo, destano impressione le decorazioni interne della Pfunds Molkerei (Bautzner Straße, 79; Auberges de Jeunesse zona NeuStadt), la latteria fondata dai fratelli Pfund nel 1880, con alcune tra le più belle pitture su terracotta in stile Dresden Jugendherberge neo-rinascimentale. I muri, il pavimento ed anche il bancone del negozio (perché negozio rimane ...) sono riccamente ricoperti di motivi lavorati a mano dalla ben nota impresa di porcellana Villeroy and Boch: circa 250 metri quadri di piastrelle dipinte a mano.
    L'occhio può indugiare sulle immagini di scene quotidiane in fattoria, angeli, cherubini che trainano carretti appesantiti da bidoni di latte bambini che giocano, creature immaginarie ed elementi floreali, animali, pastorelli. Il tutto mentre il senso del gusto viene solleticato da una girandola di ghiottonerie: oltre a tutti i derivati dalla lavorazione del molk (la parola tedesca corrispondente all’italiano latte), si segnalano le originali confetture ai gusti fichi e senape, mango e senape, zenzero e mostarda, arancia e senape, la gelatina di mele alla vaniglia; e poi le 'bevande spiritose', vari distillati, in genere derivati dalla fermentazione della frutta, che i tedeschi sono soliti chiamare Schnapps, ai gusti mela e pera, al ribes, ai mirtilli, alle erbe, al sambuco e poi indimenticabili gelati artigianali.
    Se siete riusciti a sopravvivere a questo ultimo spargimento di ... alcool, potreste accomodarvi al piano superiore. Qui i proprietari della latteria hanno installato un ristorante da 90 posti, in stile moderno amburghese, se così si può dire; privati della gioia degli occhi, ma non del conforto, sarete comunque in grado di gustare le specialità tipiche della Sassonia, oltre a poter scegliere tra le prelibatezze culinarie della casa.
    Il fondatore dell’impresa, il contadino Paul Gustav Leander Pfund, era un uomo di notevoli vedute e molto abile da un punto di vista commerciale. Non si limitò, infatti, a produrre latte pastorizzato per i suoi clienti (fra i primi agli inizi del secolo scorso), ma fu anche un pioniere nella fornitura di latte condensato in Germania: analizzò le possibilità di produrre cibo per la prima infanzia con qualità paragonabile al latte materno e, con una sensibilità moderna e anticipatrice, si diede a ricercare un sapone al latte di Capra per le donne che avevano una pelle sensibile agli allergenici. Con un gesto i cui echi risuonano oggi nella Dresda contemporanea (ad es. la nuova fabbrica a visione totale della Casa automobilista Volkswagen), il buon Pfund mungeva le sue 6 mucche dentro il negozio, di modo che gli acquirenti fossero in grado di valutare la freschezza del latte, con un semplice sguardo attraverso le vetrine trasparenti.
    Il quartiere circostante non è nulla di speciale ed ha meno fascino rispetto alla città vecchia, ma nel complesso è più reale; con drogherie parchi più o meno ben tenuti, e tutto quello che compone il tessuto civile e sociale di una città, al giorno d’oggi.

    5 AGOSTO 2016 BERLINO relax/città DK (211 Km)


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    La Berlino di oggi si presenta più che mai come una delle capitali più intraprendenti e trendy del mondo, andando oltre la propria storia e le rinascite post muro. Una città che vive tra glamour e grinta, ricca di musei e gallerie d'arte, cinema d'avanguardia, Opera, lirica, teatro e non ultima una vita notturna che in termini di inventiva e creatività non è seconda a nessuno.
    Berlino ha da tempo confermato la sua voglia di emergere e lo si percepisce anche dalla varietà dell'intrattenimento serale. Dai pub, ristoranti e locali del centro storico, ai funky bar sulla spiaggia(quelli sul lato del fiume Sprea e non sul mare). Molti gli angoli, le piazze e le strade che diventano eccellenti luoghi per passeggiate notturne, anche perché i ristorantie i locali sono situati l'uno accanto all'altro. I più vigorosi nottambuli avranno modo di interessarsi alla vasta gamma di pub in giro per Savignyplatz, a Charlottenburg. L'area comprende in particolare un gran numero di locali frequentati dai VIP della televisione e del panorama culturale e politico di vita notturna a Berlino
    Un modo interessante per iniziare la serata è quello di entrare in uno dei tanti cocktail bar, salotti alla moda sempre molto popolari, per gustare un drink prima di entrare nel vivo della notte. I cocktail bar di Berlino possiedono uno stile particolare, nobile o outré. Esistono circa 200 locali notturninel solo centro della città e a volte è difficile trovare il club giusto, essendo i migliori un po fuori dai 'sentieri battuti'. Si badi che la maggior parte dei buttafuori non mancherà di tenere lontano i folti gruppi turistici (soprattutto se uomini).
    L'ingresso è tuttavia a buon mercato rispetto ad altre grandi città europee e normalmente i prezzo si aggirano intorno ai € 5-10 (di solito senza consumazione inclusa).
    I distretti principali per gli amanti del clubbing sono situati nella parte orientale di Berlino, tra tutti il quartiere Mitte (soprattutto a nord di Hackescher Markt e nei dintorni di Alexanderplatz). L'ex blocco orientale ha subito una rinascita incredibile ed oggi è caratterizzato anche da locali del calibro di King Kong Klub, Kaffee Burgere Week-endsolo per citarne alcuni. L'area di Friedrichshain-Kreuzberg(e in particolare nella Schlesisches Tor) è un altro settore di grande popolarità; più tagliente del precedente, e con un gran numero di artisti e di immigrati, il quartiere si è lentamente guadagnato una propria reputazione come luogo dove tutto accade. Allo stesso modo, come il Mitte è diventato molto più turistico. Vi troviamo locali come il Club Maria(Maria am Ostbahnoff, Stralauer Platz 34/35) o lo Spindler & Klatt, diversi tra loro ma ambedue molto in voga. Il primo in particolare rimane uno dei nostri preferiti, l'arredamento è funky, l'illuminazione alternativa e l'atmosfera molto vintage. Da preferire anche il locale noto con il nome di Schoneburg, preferito un tempo da un androgino David Bowie. Oggi l'area è estremamente popolare nella comunità Gay & Lesbian di Berlino. Prenzlauer Berg(intorno alla stazione di Eberswalder Strasse) e anch'essa un'area di sicuro interesse, così come lo sono i club della Charlottenburg, a Potsdamer Platz. Il Watergatee il Tresor sono due grandi nomi nella lista notturna della città, anche se, dovendo scegliere per mancanza di tempo, consigliamo il leggendario Berghain Panorama Bar, definito come uno dei migliori locali della città e addirittura d'Europa.
    Le tendenze Electro e technovanno per la maggiore e sono molti a questo proposito i DJ progressisti in giro per la città, ma vanno anche molti club beat anni '60o quelli di rock alternativo. La città raccoglie una maggiore concentrazione serale nei giorni che vanno dal giovedì al sabato, nonostante i locali siano aperti ogni giorno della settimana. Gli orari di apertura si aggirano intorno alla mezzanotte (nel fine settimana), mentre alcuni locali aprono molto più tardi.
    Tradizionalmente, il panorama Gay & Lesbian è incentrato sulla Nollendorfplatz (U-Bahn: Nollendorfplatz), conosciuta anche con il nome di Pink Village. Nella stessa zona vi troviamo il Museo Schwules (Mehringdamm 61), sulla storia della omosessualità. Il centro culturale e biblioteca Spinnboden Lesbenarchiv & Bibliothek (Anklamerstrasse 38) si rivolge al panorama lesbian con diversi eventi in programma. D'altra parte,il Mann-o-Meter (Motzstrasse 5, una traversa di Nollendorfplatz) è un centro di informazione culturale gay. Molto popolari sono anche i bar della Motzstrasse.

    6 AGOSTO 2016 BERLINO


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    Dopo la visita della città, saluto degli equipaggi che termineranno il tour
    Quante volte avete pensato di visitare Berlino? Le persone con le loro idee arrivano qui da tutto Il mondo trasformando questa città in uno dei "melting pot" culturali più interessanti del pianeta. La seducente e tentatrice capitale della Germania, uno dei 16 Stati (Länder) che compongono la repubblica federale Tedesca, è un luogo che è tanti luoghi insieme, nel pieno di una "rinascita" che dura ormai da molti anni, che sta riuscendo a contendere a Londra e a Parigi il primato culturale europeo.
    Nonostante il suo tormentato passato la capitale tedesca è diventata un punto di riferimento per la moda, l'arte, il design e la musica, il verde pubblico (più del 30% della superficie della città). Nei quartieri di Berlino a partire dal più antico di Nikolaiviertelil passato è sempre presente: il Reichstag, la Porta di
    Brandeburgo, il Checkpoint Charlie, l'Isola dei Musei, lo Schloss Charlottenburg, laGemäldegalerie e quel che resta del "Muro", il più famoso muro del mondo. I caffè, i bar e club sono pieni in ogni giorno della settimana in giornate che è perfino superfluo sottolineare che durano 24 ore. Questa metropoli sterminata è diventata nell'immaginario giovanile un punto di riferimento per la sua vivacità culturale. Dopo la riunificazione tedesca la città ha ripreso il suo ruolo di centro della nazione, ha subito e sta subendo un'opera di rifacimento che non ha eguali nel mondo. Dalle strade, ai quartieri, ai monumenti, agli aeroporti (che presto diventerà solo uno, vedere Aeroporti di Berlino), tutto è cambiato o è in via di cambiamento. Se siete stati qui prima della caduta del muro, forse farete fatica a riconoscere queste strade, ma anche se siete stati pochi anni fa troverete tantissime cose cambiate. Questo "rinascimento" fisico, cultura e economico, questa energia prorompente, si sente nell'aria e attira altre energie positive di tutti i tipi e di 100 nazionalità che ne fanno un luogo davvero speciale. Può sembrare strano, ma nonostante il suo ritmo frenetico e la sua grandezza, Berlino resta una città vivibile e piacevole, dove si riesce a rilassarsi, dove si conosce bene e si vive a fondo il proprio quartiere e ci si impegna per migliorarlo, mantenendo buoni rapporti sociali. Il traffico è fluido, il "car sharing" è diffusissimo, il trasporto pubblico è eccellente, le strade sono sicure. Gli spazi verdi sono ovunque, di grandi dimensioni e ci sono spazi e giochi per i bambini in ogni strada. La città è la più popolosa del paese con i suoi circa 3.5 milioni di abitanti (4,2 nell'area metropolitana), dalle sue modeste origini è iventata una delle capitali del mondo, una forza trainante a livello internazionale, in campo scientifico, commerciale, tecnologico, culturale e politico. Come vedete gli aggettivi si sprecano per questa metropoli, nonostante tutto, nonostante la sua storia tribolata, che si è intersecata più di una volta con la storia del mondo, ma non potrebbe essere diversamente.
    La riunificazione e la rinascita della città Fin dalla sua Riunificazione, nel 1990, Berlino è stata l'artefice di un nuovo e unico sentimento che ha contagiato gran parte del mondo. La caduta del Muro ha saputo creare Un clima di “speranza globale”, in uno straordinario connubio di antico e moderno, senza confini di credo politico. Nonostante le difficoltà economiche della riunificazione delle due parti della città separate e della Germania Est con la Germania Ovest, piano piano si è assistito a una robusta e rinnovata crescita economica e sociale. Gli anni novanta hanno segnato per la città una nuova epoca, anche turistica, con il mondo intero che l'ha riscoperta e che ha iniziato ad ispirarsi alla sua ricca cultura storica e artistica. Tra teatri, edifici del passato imperiale ricostruiti dopo la catastrofica ultima Guerra mondiale, musei e moderni centri culturali e divertimenti che non dormono mai, questa metropoli è oggi una città che trascina verso il cambiamento il resto della Germania, sempre un po' più conservatrice della capitale. Oggi chi chi viene fin qui lo fa per diversi motivi: per le associazioni storiche legate a questi luoghi; per la reputazione che ha ormai assunto la capitale tedesca in ambito culturale; per cogliere le opportunità economiche insite nel suo ritrovato ruolo di metropoli internazionale; per risvolti più prosaici che può offrire una città come questa con la sua vivace vita notturna da vivere e sperimentare. Tantissime le persone che vengono da queste parti ogni anno per restare e spesso chiedono la domanda da un milione di dollari (o euro fate voi): Dove vivere a Berlino?.
    Storia, cultura e architettura
    Sebbene Berlino sia stata fondata nel 1237, passeranno diversi secoli prima che entri a far parte, da protagonista, della storia tedesca; solo nel 1701 diventa capitale del regno di Prussia, lo stato più forte all'interno di una miriade di stati che componevano quello che sarebbe diventato l'impero tedesco, il reich, unito nel 1871 dal cancelliere Otto von Bismarck. Dal XVIII secolo, con Federico il Grande di Prussia, fino ad arrivare ai problemi che si sono dovuti affrontare dal dopoguerra in poi, la storia di questa straordinaria città ha segnato profondamente, come pochi altri luoghi, la sua architettura urbana. Un luogo completamente raso al suolo dopo il 1945, diviso per 28 anni dal filo spinato, da muri di cemento e da un senso della vita opposto, è rinato dalle sue ceneri un po' cercando il passato, un po' guardando alle ideologie di metà novecento e un po' riscoprendo la sua natura innovativa. Oggi, tra l'apertura di moderni centri culturali e luoghi mitici come il Berlin Hauptbahnhof (la stazione centrale più grande d'Europa), tra avvenimenti come la finale della coppa del mondo del 2006 o l'appuntamento Annuale del Berlinale Festival Internazionale del cinema, la città ha raggiunto l'autostima e la sicurezza che hanno reso grandi altre capitali del mondo. La sua architettura influenzata dai rifacimenti a seguito dei danni dell'ultima guerra mondiale è molto varia, ed è forse una delle ragione del suo indiscutibile fascino. Si passa, all'interno del centro città compatto, dai pochi edifici medievali superstiti vicino agli spazi di Alexanderplatz, al vetro delle ultramoderne strutture in acciaio a Potsdamer Plats. Le cose migliori da visitare, al contrario di come siamo abituati, non hanno nulla a che fare con i soliti punti di riferimento: si può semplicemente passeggiare e perdersi a Berlino, lasciando spazio all'immaginazione, camminando lungo una delle affascinanti strade ricche di caffè o sorseggiando una buona birra locale in un bar sulla spiaggia fluviale.
    Dove si trova il muro di Berlino?
    Quest'ultima è senza dubbio una delle domande poste più frequentemente da chi visita la capitale tedesca.
    Quello che i turisti e i berlinesi oggi possono ancora visitare del "Muro", che dal 1961 al 1989 ha diviso la città, sono solo alcune parti, in particolare una sezione vicino alla cosiddetta East Side Gallery (1,3 km di muro restanti ricoperti di graffiti), una sulla famosa Bernauer Strasse, dove i palazzi erano ad Est e la gente arrivava a buttarsi dalle finestre atterrando ad Ovest, e una parte di 80 metri vicino alla Potsdamer Plats (alla fine della via Zimmerstraße). Come si sa, dopo la seconda guerra mondiale la città fu divisa in due parti, la parte ovest controllata dagli alleati (americani, francesi e inglesi) e la parte est controllata dall'Unione Sovietica. Subito dopo la guerra milioni di tedeschi si spostarono dalla Germania Est alla Germania Ovest e tra la parte est di Berlino verso la parte controllata dagli alleati. Per fermare quello che era diventato un vero e proprio esodo, nella notte tra il 12 ed il 13 agosto del 1961 venne cominciata la prima versione del muro. Lo shock dei berlinesi e del resto del mondo fu enorme, con interi gruppi di famiglie, amici e parenti divisi dal giorno alla notte. Il muro ultimato misurava ben 155 chilometri. Due anni dopo John Fitzgerald Kennedy, nella Rudolph Wilde Platz, di fronte al Municipio di Schöneberg (Rathaus Schöneberg), pronuncerà il suo famoso discorso in cui è contenuta una delle frasi storiche del XX secolo "Ich bin ein Berliner", Siamo tutti berlinesi.
    La versione definitiva del muro fu in realtà doppio muro, con una zona cuscinetto che divenne Tristemente famosa come la striscia della morte. Le vittime nel corso degli anni fino alla caduta del muro, sono state a seconda degli studi tra 150 e 250. Solo il 9 novembre 1989 dopo 28 anni e grazie ai positivi cambiamenti che erano avvenuti il Unione Sovietica, il muro crollò e le frontiere furono aperte. L'anno dopo, il 3 ottobre 1990, la Germania fu ufficialmente riunificata. Poco dopo comparve un intero mondo che si era formato nella Germania Est, tra cui le Trabant. Se volete approfondire questa tematica fondamentale se vi apprestate a visitare la capitale tedesca potete visitare i seguenti lunghissimi nostri approfondimenti: Muro di Berlino, Bernauer Strasse, e East Side Gallery.
    L'omino verde ai semafori
    Se del "Muro" non restano molte tracce. Vi capiterà di vedere ai semafori della capitale un omino verde con un cappello per l'attraversamento dei pedoni. Si chiama Ampelmännchen (in tedesco letteralmente "piccoli uomini semaforici") è il simbolo raffigurato del segnale pedonale di Berlino e si tratta di uno dei pochi tratti della Germania Est che sono durati anche dopo la caduta de Muro e la riunificazione tedesca: un piccolo uomo disinvolto in un cappello, che mostrava ai pedoni nella Repubblica Socialista Tedesca (DDR) se fosse sicuro o meno attraversare la strada...Se volete approfondire e sapere su questa vera e propria icona berlinese visitate la pagina dedicata Ampelmännchen.
    Il quartiere Mitte e la porta di Brandeburgo
    Chi si appresta a visitare Berlino deve sapere innanzi tutto che il quartiere Mitte corrisponde in massima parte al centro storico della città. Qui si trova una delle icone cittadine, che incontrerete quasi sicuramente abbastanza presto con lo sguardo, anche in lontananza, la Porta di Brandeburgo. La Brandenburger Tor, alta 26 metri e larga 65 è l'unica porta cittadina ancora esistente, il monumento più conosciuto della città, un simbolo della Germania unità, punto di confine più noto, ai tempi della guerra fredda, tra Berlino Est e Berlino Ovest, dal 1961 al 1989. La forma classicheggiante della porta non è un caso, fu costruita infatti nel periodo tra il 1788 e il 1791 da Carl Gothard Langhans, che si ispirò ai Propilei dell'Acropoli di Atene. In cima, come potete vedere anche da queste foto, si trova una quadriga di rame, opera di Johann Gotfried Schadow, la stessa che nel 1807 Napoleone portò a Parigi, come bottino di guerra. Dopo sette anni, nel 1814 i prussiani, dopo la disastrosa campagna napoleonica in Russia e la successiva vittoria della Sesta Coalizione anti francese, la riportarono indietro, ed aggiunsero la croce di ferro alla corona che sormonta l'asta in mano alla dea della pace che potete vedere ancora oggi. La Porta e la quadriga vennero seriamente danneggiate durante la Seconda Guerra Mondiale e restaurate tra il 1956 ed il 1958. Il 13 agosto 1961 il monumento fu chiuso dai sistemi di sbarramento della Repubblica Democratica tedesca (DDR), rimanendo nella parte orientale della città. La quadriga, che guardava a ovest, venne girata dalla parte opposta e quindi contro il Muro di Berlino.
    Alla caduta di quest'ultimo, la Porta di Brandeburgo venne riaperta il 22 dicembre 1989, con incredibili celebrazioni, che in molti ancora ricordano con una buona dose di commozione, ma i cavalli continuano a guardare tuttora verso
    Cortili comunicanti
    Agli inizi del 1900, in una Berlino in rapida crescita che diventava una metropoli di più di due milioni di abitanti, risultando a quel tempo la città più densamente popolata del mondo, si costruivano tanti palazzi per accogliere il crescente numero di abitanti. Questi nuovi grandi blocchi residenziali avevano la caratteristica di avere tutti dei cortili, i quali erano sono interconnessi tra loro. Nel Mitte, e precisamente nella zona conosciuta come Scheunenviertel si trova il più conosciuto di questi sistemi di cortili l'Hackesche Höfe diventati nel giro di pochi anni una delle attrazioni turistiche più popolari della citttà o ed è uno dei luoghi preferiti anche dai berlinesi. Si tratta di una serie di 8 cortili comunicanti, uniti insieme a formare un unico grande complesso con molteplici usi ("Hof" in tedesco significa cortile). Si trovano a pochi passi dalla stazione della metropolitana di Hackescher Markt e sono ricchi di negozi, ristoranti, caffetterie e luoghi di intrattenimento. L'ingresso principale è al civico 40 di Rosenthalerstrasse. L'area è molto popolare tra i berlinesi e i visitatori e dagli anni ’90 attira il popolo dei frequentatori di locali...Se volete approfondire continuate a leggere sugli Hackesche Höfe.
    Parizer Platz
    La piazza sulla quale si affaccia la Porta di Brandeburgo è laParizer Platz, così chiamata dopo la già citata conquista di Parigi da parte delle truppe prussiane nel 1814. La piazza era nel '800 il salotto buono della borghesia colta berlinese. La costruzione del muro, nel 1961, dopo le distruzioni della guerra, la trasformarono invece in una angosciante terra di nessuno. Dopo la riunificazione si decise, non senza polemiche, di ricostruirla con edifici che richiamassero per dimensione e aspetto quelli originali. Ora fanno da cornice vari edifici, compresi uno storico Hotel di lusso, l'Adlon Hotel e l'ambasciata di Francia in Germania, l'Accademia d'Arte di Berlino e il Museo Kennedy. La casa adiacente all'ala nord della porta di Brandeburgo apparteneva al pittoreMax Liebermann, nato a Berlino nel 1847 e a lungo vissuto a Parigi. Libermann contribuì in modo determinante all'affermarsi dell'impressionismo in Germania, divenne presidente dellaSecessione di Berlino e dell'Accademia Tedesca della Cultura. Dovette abbandonare quest'ultima carica nel 1933 in quanto ebreo. Morì nel 1935 e la sua casa venne occupata da un gerarca nazista.
    Il lungo Viale dei Tigli, l'Unter den Linden
    Dalla Porta di Brandeburgo parte il lungo Viale dei Tigli, l'Unter den Linden, in origine una pista che collegava il palazzo reale con il Tiergarten, il terreno di caccia di corte;
    venne sistemato a viale nel 1647 e ornato da filari di tigli che gli hanno dato il nome.
    Nell'Ottocento divenne la passeggiata preferita dai berlinesi. Ridotto in macerie dai bombardamenti, fu ricostruito nel dopoguerra con edifici anonimi. Ora si sta cercando di ricrearne l'atmosfera di un tempo e di ricostruire la passeggiata al centro del viale, con chioschi e panchine. L'enorme edificio che occupa il viale dal numero 50 al 66 è l'Ambasciata Russa. All'incrocio con Friedrichstrasse vi era il primo Cafè Kranzler, l'unico locale, per speciale dispensa imperiale, con una terrazza da cui poter osservare la passeggiata. Sempre sulla Unter den Linden si trova la Staatsbiliothek zu Berlin, la biblioteca di stato di Berlino, opera del celebre architetto Hans Scharoun. La biblioteca, che vanta ben 12 milioni di volumi, manoscritti, documenti e carte geografiche, possiede uno dei 48 esemplari superstiti della Bibbia di Gutenberg. Nel 1985 Wim Wenders la rese celebre nel mondo immortalandola nel suo film Il cielo sopra Berlino. Ai numeri 13-15, delle Unter den Linden, sull'angolo con Charlottenstrasse, si trova la galleria d'arte della Deutsche Guggenheim, con mostre temporanee di altissimo livello, come del resto sono i musei Guggenheim di tutto il mondo.
    L'Hotel Adlon, imponente ed elegante, è stato il primo degli edifici sulla Parizer Platz ad essere ricostruito. Il suo edificio originario, inaugurato nel 1907, era frequentato da teste coronate e da personaggi del calibro di Rockfeller, Einstein,Thomas Mann, Charlie Chaplin, Greta Garbo ed Enrico Caruso solo per citarne alcuni. Questa parte del centro di Berlino, dove da nord a sud corre la Friedrichstrasse, agli inizi del Novecento era ricca di alberghi, teatri e negozi; finita la Seconda Guerra Mondiale era solo un mucchio di macerie.
    Oggi le tracce di queste distruzioni, e della divisione con la DDR, sono cancellate, anche se restano impresse nella memoria della gente. Qui vicino, nella Wilhelmstrasse si trovano anche i luoghi del potere nazista, della Cancelleria e del bunker 8 metri sotto di essa, dove Adolf Hitler si tolse la vita il 30 Aprile 1945 (insieme alla sua compagna Eva Braun).
    La Humboldt Universität
    Sempre nel quartiere Mitte, all'estremità orientale della Unter den Linden trovate la Humboldt Universität, la più antica università di Berlino, per quanto fondata solo nel 1810 dall'umanista Wilhelm von Humboldt. Vi hanno insegnato filosofi come Fichte, Hegel, Shopenhauer, linguisti come i fratelli Grimm, fisici come Max Planck e Albert Einstein, solo per citarne alcuni. Si laurearono qui anche Friedrich Engels e Karl Marx. Ha sede nella ex residenza del principe Enrico, fratello diFederico Il Grande. A poca distanza si trova la NeueWache (Nuova Guardia), un monumento in stile neoclassico dedicato alle "vittime della guerra e delle dittature". Opera anch'esso di Karl Friedrich Schinkel, fu fatto costruire da Federico Guglielmo III di Prussia nel 1816 come sede della guardia reale e come monumento in memoria dei soldati morti durante le guerre napoleoniche. È sempre stato considerato più o meno come un mausoleo-monumento al Milite Ignoto; a seconda dei periodi storici, il suo ruolo è stato sempre leggermente ridefinito: durante il periodo della Repubblica di Weimar, ad esempio, era dedicato alle vittime della I guerra mondiale, durante la DDR alle vittime dell'antifascismo.
    La Gendarmenmarkt, bella piazza del '700, il duomo francese e quello tedesco
    Proseguendo si incontra la Gendarmenmarkt, pregevole piazza settecentesca monto estesa. Al centro di essa si trova il Shauspielhaus, teatro costruito per i monarchi tedeschi da Karl Friedrich Schinkel nel 1818, ricostruito fedelmente dopo la guerra e oggi importante sala concerti per la città, conosciuta come Konzerthaus. Ai lati della piazza si trovano due belle chiese gemelle, il Duomo Francese Französischer Dom) e il Duomo Tedesco (Deuscher Dom). La prima chiesa fu costruita per la comunità degli ugonotti, protestanti francesi che, dopo la revoca dell'editto di Nantes, trovarono rifugio nella città verso la fine del '600.
    L'edificio è sovrastato da una torre cilindrica con cupola, costruita nel 1785 su progetto di Carl von Gontard, uguale a quella del Deutscher Dom; ci si può salire e ammirare il panorama della città. Oggi la chiesa ospita un museo dedicato alla storia degli ugonotti. Continua a leggere sulla Gendarmenmarkt. Questi ultimi, invitati a Berlino dal Principe ElettoreFederico Gugliemo I di Brandeburgo, calvinista egli stesso, erano abili artigiani, sopratutto nel settore tessile e nell'oreficeria. Si conquistarono ben presto una posizione di rilievo in città, influenzandone la vita economica e culturale. Nel 1700 il 20% dei cittadini di Berlino era francese. Il Deuscher Dom venne invece costruito per la comunità calvinista di lingua tedesca. Oggi il suo interno, ricostruito in stile moderno, ospita una mostra permanente sulla democrazia parlamentare. La piazza, che ospita anche la statua del poeta Schiller, è considerata una delle più belle di Berlino per l'armonia dei suoi monumenti. E' un luogo adatto anche per una pausa in uno dei tanti locali e ristoranti che vi si affacciano. Durante le festività natalizie, dall'Avvento a Capodanno, Gendarmenmarkt ospita un mercatino di Natale e una grande pista di pattinaggio sul ghiaccio.
    Il Museo Storico della Germania
    Il più antico edificio della Unter den Linden arrivato sino anoi è la Zeughaus (Antico arsenale). Venne costruito dal Federico III di Brandeburgo dal 1695 al 1730 in stile Barocco per essere usato come arsenale di artiglieria.
    Successivamente venne trasformato in un museo militare nel 1875. Qui Hitler ogni Marzo celebrava il discorso per la Giornata della memoria, Volkstrauertag (per i caduti tedeschi nella Prima Guerra Mondiale).
    Nel 1952 il governo della DDR lo convertì nel Museo di storia Tedesca (storia della Germania dal punto di vista comunista). Oggi dopo l'unificazione è diventato ilMuseo Storico della Germania. Il cortile dell'edificio è molto particolare con 22 drammatiche Maschere di guerrieri morenti, opera di Andreas Schluter.
    Un'altra bella piazza, la Bebelplatz
    Un'altra bella piazza del quartiere Mitte è Bebelplatz. La piazza sarebbe dovuta diventare il centro del Forum Fridericiarum, un'area con edifici in stile romano antico progettato da Georg Wenzelaus von Knobelsdorff.
    Avrebbe dovuto costituire nell'idea classica di Federico il Grande il centro della sua Berlino, con una serie di edifici che simboleggiassero la libertà della scienza, delle arti e della religione. Il progetto non fu però portato a termine, ma la piazza resta una delle più belle di Berlino. Tutti gli edifici, gravemente danneggiati durante la guerra, sono stati ricostruiti negli anni Cinquanta e Sessanta. Al centro della piazza, dominata dalla mole della Alte Bibliotek, un monumento dell'israelianoMicha Ullmann nella pavimentazione che ricorda il rogo dei libri avvenuto qui il 10 Maggio 1933 alla presenza di Goebbels (a cui parteciparono, purtroppo, gli studenti della vicina università). Bruciarono qui circa 25.000 volumi ritenuti "pericolosi" dai nazisti. Accanto al monumento di Ullmann è posta una targa che riporta una citazione di Heinrich Heine: "Quando i libri vengono bruciati, alla fine verranno bruciate anche le persone". Sulla piazza si affacciano numerosi edifici storici: Il Palazzo dell'Opera, il Deutsche Staatsoper, la Cattedrale di St-Hedwigs (St-Hedwigs-Kathedrale); di fronte alla stessa, oltre il viale, si trovano la Statua Equestre di Federico il Grande e la già citata Humboldt Universität.
    L'Opera di Berlino
    L'Opera di Berlino fu commissionata da Federico II nel 1741, era una delle opere del progetto del Fredericianum Forum di cui abbiamo appena parlato. Il teatro venne ufficialmente inaugurato con la performance di Heinrich Graun "Cesare e Cleopatra" nel 1742. Quasi un secolo dopo la sua apertura, nel 1842, l'Opera di Stato di Berlino sotto Gottfried Wilhelm Taubert, cominciò la tradizione di tenere concerti sinfonici. Quell'anno il compositore Felix Mendelssohn partecipò a diverse tra le più importanti produzioni. Verso la fine del l'Ottocento l'Opera era già affermata come un'istituzione musicale nel panorama mondiale e aveva ospitato prime assolute di compositori quali Felix von Weingartner, Richard Strauss eLeo Blech. Dopo una crisi seguita alla fine della Prima Guerra Mondiale, nei primi anni del 1920, l'Opera fu rinnovata in modo significativo e la presenza di direttori d'orchestra e compositori di fama mondiale quali Erich Kleiber,Otto Klemperer, Alexander Zemlinsky e Bruno Walter contribuirono a riportarla sulla scena musicale internazionale. Nel 1945, in una Berlino devastata dalle bombe, Herbert von Karajan diresse il suo ultimo concerto con la Staatskapelle, l'orchestra sinfonica dell'Opera. Dopo un periodo di decadenza seguito alle distruzioni della guerra, dopo la riunificazione, l'Opera è tornata al suo normale repertorio con una particolare attenzione all'opera barocca. Nei primi anni '90 fu ribattezzataStaatsoper Unter den Linden e Daniel Barenboim venne nominato direttore musicale.
    L'isola dei musei, Museumsinsel è Patrimonio mondiale dell'Umanità UNESCO Uno dei luoghi da non perdere nel quartiere Mitte è il Museumsinsel, l'Isola dei Musei, la parte settentrionale dell'isola sul fiumeSprea, al centro di Berlino, per le sue caratteristiche uniche dichiarata Patrimonio mondiale dell'Umanità UNESCO. Il nome isola dei musei è dovuto al gran numero di musei di livello mondiale resenti, musei che furono costruiti nell'arco di un secolo, dal 1822 al 1930, su un'area paludosa bonificata. Il museo più antico dell'isola è l'Altes Museum, il museo vecchio, costruito a partire dal 1822 dal già citato architettoSchinkel per ospitare collezione di antichità di Federico Guglielmo III. Nel 1855 venne costruito il Neues Museum, il museo nuovo. Completamente distrutto durante la guerra, e rimasto in rovina fino al 1986, è stato ricostruito uguale all'originale ed ha riaperto i battenti alla fine del 2009. Ospita la collezione egizia, tra cui il famoso Busto di Nefertiti. Nel 1876 venne inaugurata la Alte Nationalgalerie, la vecchia galleria nazionale, costruita per esporre la collezione di opere d'arte del XIX secolo donate dal banchiere Joachim H.W Wagener. Anche questo edificio, semidistrutto dalla guerra ha riaperto solo nel 2001, dopo un lungo restauro. Oltre a opere del Romanticismo tedesco di Karl Friedrich Schinkel,Karl Blechen e Caspar David Friedrich, la collezione, che fu dispersa e ricomposta dopo la guerra, comprende opere di Arnold Böcklin, Adolph von Menzel e di Max Liebermann. Oltre a tali artisti sono esposte opere degli impressionisti francesi come Édouard Manet e Claude Monet. Nel 1907 venne aperto il Museo Bode, riconoscibile per la sua cupola in rame scuro, che espone opere paleocristiane, di arte bizantina e tardo antica e la maggior parte delle collezioni del Museo Egizio Germanico. Ospita tra gli altri ilMünzkabinett, il Gabinetto Numismatico, una delle più importanti collezioni numismatiche del mondo, con oltre 500 mila pezzi. L'ultimo dei musei a essere costruito in quest'area è stato il Pergamon Museum. Unico nel suo genere, ultimato nel 1930, questo museo archeologico prende il nome dalla città di Pergamo in Anatolia e ospita edifici monumentali ricostruiti a dimensioni naturali, come l'Altare di Pergamo, la Porta del Mercato di Mileto e la Porta di Ishtar. Questi musei sono, oltre che delle opere d'arte in sé, dei luoghi piacevolissimi dove passare una giornata tra librerie, caffetterie e ristoranti e dove prendersi qualche pausa di riflessione durante la visita della città.
    Un posto di coltura particolare a Berlino? Andate in quella che era la Kunsthaus Tacheles, una sorta di galleria d'arte moderna berlinese è un bell'ambiente piuttosto alternativo situata in Oranienburger Straße e nota per essere stata all'avanguardia nella scena d'arte urbana della città; sicuramente è tra tra le più curiose della Berlino post anni '90. Il passato è d'obbligo, l'edificio è stato assoggettato di recente ad un un nuovo ruolo edilizio e purtroppo non è più visitabile. A restare per un po' di tempo era quel grande e (lasciatecelo dire) bel murale, che nella sua semplicità e immediatezza, chiedeva “How long is now?? un frase in inglese legata ad un doppio significato: 'quanto tempo è passato?', ma anche 'quanto dura l'adesso, il momento che stiamo vivendo?'. Niente può meglio identificare il concetto con la Berlino che andiamo a visitare...Continua a leggere: Kunsthaus Tacheles
    La mitica Alexanderplatz
    Nel vostro giro per il quartiere Mitte non potrete non passare per Alexanderplatz, un'altra piazza icona di Berlino, da sempre uno dei luoghi più animati dalla città. Punto di demarcazione tra la Berlino storica e la Berlino socialista, snodo quotidiano di centinaia di migliaia di persone. Prese il nome attuale nel 1805, in occasione della visita dello zar Alessandro I. Negli anni '20 del secolo scorso, la piazza era insieme a Potsdamer Platz, il cuore della Berlino notturna. Descrisse bene quel periodo nel 1929 Alfred Döblin, che la immortalò con il suo romanzo Berlin, Alexanderplatz, il primo romanzo metropolitano tedesco, sugli anni della Repubblica di Weimar che precederà il nazismo, da cui vennero tratti due film, di cui l'ultimo del 1980 di Rainer Werner Fassbinder. In gran parte distrutta durante la guerra, la piazza, che si trovava nella parte di Berlino amministrata dalla DDR, è stata ricostruita negli anni Sessanta. Alexanderplatz è circondata da diversi edifici famosi, tra i quali il Fernsehturm, la Torre della Televisione, la seconda struttura di questo tipo più alta in Europa. Al centro della piazza l'Orologio Universale del 1969, una struttura che ruota continuamente mostrando l'ora nelle varie zone della Terra e la grande Fontana dell'Amicizia, sempre del 1969, un tempo ritrovo di giovani punk. Della vecchia piazza restano i due edifici gemelli sul lato ovest, Alexanderhaus eBerolinahaus, e la Haus des Lehrers. I primi due costruiti fra il 1929 e il 1932 su progetto di Peter Behrens sono oggi sotto tutela per le loro caratteristiche artistiche da preservare. La Haus des Lehrers (casa dell'insegnante), costruita nel 1962 fu il primo edificio costruito nel dopoguerra nella piazza. Durante la Rivoluzione Pacifica del 1989 che portò alla caduta del muro, la dimostrazione del 4 Novembre di quell'anno fu il più grande raduno nella storia della Germania dell'Est. I berlinesi chiamano questa piazza semplicementeAlex. Vedere anche l'articolo Alexanderplatz.
    Il Reichstag, la sede del parlamento federale tedesco Non molto lontano dalla Porta di Brandeburgo si trova un altro dei simboli della città, il Reichstag, la sede del parlamento federale tedesco, il Bundestag. Costruito su disegno dell'architetto tedesco di origini ugonotte, Paul Wallot, tra il 1884 e il 1894, come sede del parlamento del Reich tedesco, prima della riunificazione tedesca si trovava proprio a ridosso del Muro di Berlino. La sua storia ha segnato la storia recente della Germania.
    Nel 1933 un incendio lo distrusse in gran parte. Non fu mai chiaro come l'incendio divampò, ma la colpa venne data ai Comunisti. Questo diede una spinta decisiva al Partito Nazional Socialista Tedesco (Nazista) di Hitler per la presa del potere in Germania. L'edificio, ricostruito, fu danneggiato ancora di più al termine della guerra. La foto con il soldato dell'Armata Rossa che mette all'asta dell'edificio la bandiera sovietica, dopo la conquista della città da parte dei russi divenne una delle più famose foto del XX secolo, simboleggiando la fine del nazismo, la sconfitta della Germania e dell'incubo
    Reichstag finì, nella divisione della città, a Berlino Ovest, vicinissimo al muro. Venne ricostruito tra il 1958 e il 1972, ma la cupola centrale e la maggior parte degli ornamenti vennero rimossi. Prima della riunificazione il parlamento della Repubblica Federale Tedesca si riuniva qua simbolicamente una volta all'anno, a indicare che Bonn era solo una capitale temporanea. Subito dopo la riunificazione tedesca venne subito presa la decisione di spostare il Bundenstag di nuovo a Berlino, trasferimento che fu completato nel 1999. Su progetto di Norman Foster è stata aggiunta la Cupola di Vetro che sovrasta la camera planaria del parlamento. All'inizio questa aggiunta fu molto controversa, tuttavia in pochi anni è diventata una delle icone più conosciute della città nel mondo. Oggi un salto verso l'alto della celebre cupola in vetro sulla terrazza panoramica è un 'must' da dove si gode una spettacolare vista sul parco del Tiergarten (la capitale tedesca è una delle città più verdi d'Europa, con oltre il 60% della sua superficie verde) ma aspettatevi controlli di sicurezza severi e lunghe code.
    Scende la notte a Berlino, cosa si fa, dove si va
    Quando sarà il momento di divertirsi, sappiate che questa è una delle città europee dalla vita notturna più intensa. Ci sono una infinità di bar, locali, club e discoteche e ne ne nascono di nuovi ogni giorno. La maggior parte dei luoghi abituali sono nel centro (i quartieri di Mitte, Prenzlauer Berg, Kreuzberg, Friedrichshain, Neukölln), ma la parte orientale della città ha tutti i locali notturni. Berlino è una città poliedrica e Friedrichshain è uno dei suoi quartieri più emergenti, insieme appunto ai vicini Kreuzberg ePrenzlauer Berg. Siamo in una delle aree più alla moda della città, con tanta atmosfera bohémien e cultura emergente. Da un punto amministrativo, il distretto è per l'appunto quello di Friedrichshain-Kreuzberg, nonostante da quest'ultimo si distingua per carattere e posizione. Un salto verso leBoxhagener Strasse e Simon-Dach Strasse e rimane difficile oggi, con la vivacità dei bar, dei ristoranti e delle discoteche presenti, immaginare che questo era ilcuore della Berlino Est, punto di confine tra desideri e sogni incerti e non per questo meno ricchi di speranze. Continua a leggere l'approfondimento su Friedrichshain. Leggi anche Vita notturna a Berlino.
    Gita in battello
    Per il visitatore che sceglie Berlino come capitale europea del turismo, per chi la sceglie per affari, per studio o per lavoro, questa città spesso si dimostra un luogo ideale. Ottimamente accessibile dall'Italia, in aereo ma anche in auto o in treno, si presenta come una città completa e ricca di attrazioni. Un ottimo modo per scoprirla, essendo ricca di ponti e canali, è attraverso una originale gita in battello. Le gite hanno una durata variabile da una a tre ore. I principale punti di imbarco sono situati vicino al Castello di Charlottenburg e vicino al Duomo di Berlino, ma ce ne sono altri sparsi in città.
    Berlino è senza dubbio una città da inserire nell'elenco dei luoghi da vedere, per i musei di importanza internazionale, per le ricercate università, per la celebre Alexanderplatz, o per l'ultimo luogo trendy per eccellenza il Scheunenviertel, anche conosciuto come Barn Quarter. Tra storia, cultura, architettura, cinema, musica e ancor di più, la bella Berlin vive immersa tra passato, presente e soprattutto, futuro. E' grande, sterminata, tuttavia, a dispetto delle sue dimensioni è una città accogliente e a misura d'uomo dove si "vive" il quartiere. E' un luogo in cui è possibile divertirsi e apprezzare le sue molte bellezze e la sua varietà, ricavandone spunti, stimoli ed energia da accumulare. Nel tempo questa città è stata vista a volte con ammirazione, a volte con orrore e nostalgia, altre con simpatia. E' al tempo stesso seducente e repulsiva, frivola e impegnata, continua ad essere una città in cui gli opposti convivono bene dando vita a una realtà estremamente interessante, tutta da scoprire. Leggi anche cosa vedere a Berlino.
    Film su Berlino
    La metropoli tedesca è anche uno dei centri europei del cinema, con più di 1000 società di produzione cinematografica e televisiva e oltre 270 sale cinematografiche. Il Festival Cinema del Berlino è, insieme a quelli di Cannes e Venezia. uno dei tre festival del cinema più importanti al mondo, ed è addirittura primo per numero di spettatori e numero di lungometraggi proiettati (luogo principale della manifestazione è Potsdamer Platz). In questa città sterminata sono stati girati centinaia di film, alcuni dei quali entrati di diritto nella storia del cinema e molto conosciuti anche da noi: Metropolis di Fritz Lang, L'ultima risata di Friedrich Wilhelm Murnau, L'angelo azzurro (Der blaue Engel) di Josef von Sternberg, Germania anno zero di Roberto Rossellini del 1948, fino ai contemporanei Il Cielo Sopra Berlino di Wim Wenders del 1987, Lola Corre di Tom Tykwer del 1998,Good Bye, Lenin! di Wolfgang Becker del 2003, Le vite degli altri (Das Leben der Anderen) di Florian Henckel von Donnersmarck del 2006.
    Libri ambientati a Berlino
    Come è prevedibile anche i libri ambientati in questa città sono una moltitudine. La storia della città e la storia europea, con le vicissitudini del nazismo, della Seconda Guerra Mondiale, della Guerra Fredda, del Muro di Berlino che ha spaccato la città in due separando anche simbolicamente in due mondi agli estremi opposti l'Est e l'Ovest, si sono spesso intrecciate. Berlino quindi rappresenta anche una parte della storia di ciascuno di noi. Tra i libri in cui i personaggi hanno come sfondo la capitale tedesca nei diversi periodi sopra menzionati ci sono Ognuno muore solo del 1947 di Hans Fallada (Anche conosciuto come Solo a Berlino), Berlin Alexanderplatz di Alfred Döblin, uscito nel 1929 e Lettera a Berlino dello scrittore inglese Ian McEwan (titolo originario The Innocent), uscito nel 1990. Tutti e tre trattano periodi determinanti per la storia della città, gli anni della Repubblica di Weimar il romanzo di Döblin, il periodo nazista nel romanzo di Fallada equello della guerra fredda in quello di Döblin. Se volete approfondire e vedere una lista di ulteriori libri che hanno come sfondo la città visitate la pagina Libri ambientati a Berlino.
    Infine shopping, specialità e gite nei dintorni
    Questa città è il paradiso dello shopping, lo capirete presto, dove è possibile trovare di tutto e dove vengono sperimentate ogni anno nuovo mode e tendenze che spesso si impongono nel resto della Germania e talvolta nel resto d'Europa. Le vie principali dove fare acquisti?
    Dopo avere assaggiato il Currywurst, la specialità tipica di Berlino (una salsiccia di maiale grigliata tagliata a rondelle, condita da una salsa a base di concentrato di pomodoro, spolverata di curry) e esservi visto il meglio di questa splendida città se volute farvi una pausa dalla grande metropoli sappiate che ci sono tantissime cose da vedere nei suoi dintorni.
    Riservate se ce la fate, almeno una giornata alle bellezze del Brandeburgo che circondano la capitale tedesca. Tra tutte, l'incredibile complesso del parco e palazzo di Sanssouci, la Versailles tedesca a Postdam, costruito come residenza estiva per Federico il Grande, che dal centro di Berlino si può facilmente raggiungere con un breve tragitto con il sistema di ferroviario metropolitano della S-Bahn. Non mancate anche di visitare il pittoresco Spreewald, dove la minoranza etnica slava degli sorabi che mantiene vive le proprie tradizioni in idilliaci e graziosi villaggi.

    INFORMAZIONI AUSTRIA (A)


    Le coordinate e l'indirizzo saranno visibili agli utenti registrati all'evento, e solo dopo la conferma da parte dello Staff.

    Tutte le notizie, gli indirizzi e i numeri utili per Austria.

    ASSISTENZA
    Info traffico: 0043 1 711 997 (Automobile Club Austriaco) oppure il numero 0043 1 711 991440 (informazioni disponibili dal lunedì al venerdì dalle ore 5,30 alle ore 22,00 in lingua tedesca ed inglese).
    Austria Turismo: 840 999 918 (con operatore parlante in italiano); www.austria.info;
    Guardia medica: 141 (questo numero è attivo solo a Vienna e nelle principali città).
    Pronto soccorso: 144 ; Polizia: 133.

    ASSISTENZA SANITARIA
    In caso di soggiorno temporaneo in Austria è opportuno fornirsi a scopo precauzionale della Tessera Europea di Assicurazione Malattia (TEAM), attestato riguardante il diritto alle prestazioni sanitarie in uno stato membro della UE. Tale tessera permette ai cittadini residenti in Unione Europea di usufruire di prestazioni sanitarie gratuite erogate dal sistema sanitario nazionale del Paese aderente all?UE che si sta visitando. Per maggiori informazioni rivolgersi alla propria ASL di appartenenza. Per i cittadini Extra UE è consigliabile stipulare un?assicurazione privata. Consulta anche il sito del Ministero della Salute.

    DOCUMENTI VIAGGIATORI E VEICOLI
    Carta d'Identità valida per l?espatrio oppure il passaporto. I minori possono viaggiare in Europa solo se muniti di un proprio documento di riconoscimento (carta d'identità, passaporto individuale, lasciapassare per l'espatrio di minori di 15 anni). Non sono pertanto più valide tutte le iscrizioni dei minori sul passaporto dei genitori (al contempo tali documenti rimangono comunque validi per il solo titolare fino alla naturale scadenza). Maggiori informazioni sono presenti sul sito della Polizia di Stato.
    Per condurre un'automobile è sufficiente la patente Italiana. Accettata l'assicurazione italiana mentre non è più obbligatoria la carta verde per le auto immatricolate in Italia. Se si guida un'auto di cui non si è proprietari è consigliabile avere una delega a condurre all'estero rilasciata dal proprietario ed autenticata dal notaio. Altre informazioni sul sito dell?ACI.

    DIVIETI
    La circolazione degli autocarri di peso superiore a 7,5t come pure degli autocarri con rimorchio di peso superiore a 3,5t è vietata tutti i sabati dalle ore 15,00 alle ore 24,00 e tutte le domeniche ed i giorni festivi dalle ore 00,00 alle ore 22,00. Inoltre gli autocarri di peso superiore a 7,5t non possono circolare vicino ai centri abitati dalle ore 22,00 alle ore 05,00. Per ulteriori dettagli si consiglia di visitare il sito della Federazione degli Autotrasportatori Italiani o dell?ACI. Vi ricordiamo infine che per chi guida è obbligatorio l?uso del vivavoce o auricolare. La guida in stato di ebbrezza viene severamente punita, il limite del tasso alcolico nel sangue è dello 0,049 per mille.

    NORME DI GUIDA
    In Austria si può circolare con la patente di guida italiana. Per il noleggio auto, la ditta che fornisce il veicolo può richiedere una patente internazionale. Dal 1 novembre al 15 aprile è consentito viaggiare con autoveicoli di peso inferiore a 3,5 tonnellate, in condizioni climatiche tipicamente invernali, cioè neve, ghiaccio e neve bagnata, solo con quattro pneumatici invernali montati oppure con catene da neve a bordo, da montare sulle ruote motrici in caso di necessità (strada completamente ricoperta di neve). Le multe per l'inosservanza di tale norma sono molto elevate, possono arrivare a 5000 euro. Gli pneumatici chiodati possono essere montati unicamente sui veicoli, dotati di pneumatici radiali metallici, di peso totale autorizzato non superiore a 3,5 e devono essere montati su tutte le ruote. Tuttavia locali disposizioni possono prolungare detto periodo. Dette norme valgono anche per i veicoli immatricolati all'estero. I conducenti di veicoli muniti di pneumatici chiodati non devono superare la velocità di 80 km/h sulle strade extraurbane e i 100 km/h sulle autostrade. Se immatricolati in Austria, i veicoli muniti di pneumatici chiodati devono recare sul lato posteriore il disco regolamentare raffigurante un pneumatico chiodato. Tale disco è ottenibile presso l'OEAMTC, le stazioni di servizio, ecc.. L'impiego delle catene da neve è consentito in Austria e la velocità massima consigliata è di 40 km/h.

    PAGAMENTO AUTOSTRADA E VIABILITA'
    Per utilizzare le autostrade e le superstrade austriache tutti i veicoli fino a 3,5 tonnellate di peso devono obbligatoriamente essere provvisti di un contrassegno prepagato, conosciuto come "vignette". A tutti i veicoli, anche privati, con peso superiore a 3,5 tonnellate è invece applicato un pedaggio chilometrico calcolato con un sistema automatizzato. Tali veicoli devono essere equipaggiati con la "GO-Box", un dispositivo di bordo che provvede alla corretta esazione del pedaggio. La GO-Box, apparato installato durante la circolazione sulla rete superiore delle strade obbligatoriamente a bordo di ogni veicolo con peso superiore a 3,5 tonnellate, si caratterizza per l?elevata facilità d?uso e la comprensibilità immediata delle sue funzioni. A seconda del numero degli assi e della classe di emissioni EURO, gli automezzi con peso totale massimo consentito superiore a 3,5 tonnellate vengono suddivisi in tre categorie e in tre gruppi tariffari (A, B, C e D), cosa che permette di calcolare le tariffe di pedaggio. Le categorie di pedaggio e le tariffe di pedaggio vengono regolate nella direttiva sulle tariffe dei pedaggi (contiene le sezioni pedaggi speziali) e si possono ritrovare nella Legge austriaca sui pedaggi su strade federali. Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito www.go-maut.at/

    Per le autovetture ed i motocicli esistono invece diversi tipi di contrassegni, che si differenziano per validità e costo.

    Tipologie e prezzi:

    Automezzi (con massa complessiva non superiore a 3,5 t):
    Annuale ? 80,60
    Bimestrale ? 24,20
    Valido per 10 giorni ? 8,30

    Motocicli
    Annuale ? 32,10
    Bimestrale ? 12,10
    Valido per 10 giorni ? 4,80

    Il contrassegno è un bollino autoadesivo che deve essere convalidato dal punto vendita (la foratura è d'obbligo solo per i contrassegni con validità bimestrale e settimanale). Deve essere incollato, ben visibile, sul parabrezza del veicolo in modo da essere facilmente controllabile dall'esterno, prima di imboccare un tratto autostradale per il quale è obbligatorio. La parte inferiore del contrassegno (talloncino) non deve essere incollata, ma conservata con cura. La sola esposizione del contrassegno, ovvero in caso di bollino non incollato, comporta, in caso di controllo, una sanzione pecuniaria, come se il contrassegno non fosse stato acquistato.

    Nei veicoli a due ruote il bollino deve essere applicato in modo visibile su una parte stabile e non sostituibile del mezzo. Nel caso di veicoli che per loro tipologia non prevedono un parabrezza (moto speciali, veicoli d'epoca ecc.) è sufficiente disporre del bollino per poterlo esibire, in caso di richiesta.

    LIMITI DI VELOCITA'
    130 km/h sulle autostrade
    100 km/h sulle strade nazionali
    50 km/h nei centri abitati (salvo diverse indicazioni più restrittive).
    Limiti di velocità per autoveicoli con rimorchio fino a 750 kg
    100 km/h sulle autostrade
    80 km/h fuori dai centri abitati

    EQUIPAGGIAMENTO OBBLIGATORIO
    Casco sia per il conducente che per il passeggero di un motociclo. Cinture di sicurezza, seggiolino per bambini, triangolo di segnalazione di veicolo fermo e la sigla identificativa del paese di provenienza o euro-targa con la I per Italia già integrata. Durante la guida è obbligatorio tenere accesi i fari anabbaglianti anche di giorno. Questa regola vale anche per i ciclomotori e le motociclette e su tutti i tipi di strade (non solo le autostrade). Vi ricordamo inoltre l'obbligo di avere in macchina 2 giubbotti catarifrangenti (omologati CE) e la cassetta del pronto soccorso (omologata CE).

    RETE CELLULARE
    Tim, Omnitel, Wind.

    RIFORNIMENTO
    Si trovano benzina verde a 95 e 98 ottani, diesel e GPL. Non è disponibile la benzina con piombo. Tuttavia nelle stazioni di servizio è acquistabile lo speciale additivo per le vetture non catalittica. Le stazioni di servizio sono aperte generalmente dalle 08,00 alle 20,00.

    TELEFONO
    Per telefonare in Italia dall'Austria comporre lo 0039 seguito dal prefisso della provincia con lo zero, più il numero dell'abbonato. Per chiamare in Austria dall'Italia bisogna comporre lo 0043 seguito dal prefisso della provincia (quello di Vienna è 1) senza lo zero, più il numero dell'abbonato. Per chiamare dalle cabine pubbliche ci vogliono monete oppure una carta telefonica (Telefonkarte) acquistabile presso gli uffici postale o le tabaccherie.

    MONETA
    Euro

    INFORMAZIONI REPUBBLICA CECA (CZ)


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    News
    Guida per viaggiare e circolare nella Repubblica Ceca.

    ASSISTENZA
    pronto soccorso: 155
    polizia: 158
    vigili del Fuoco: 150
    polizia per stranieri: 00 974 841 476
    Per assistenza legale in caso di incidente è possibile rivolgersi ad "Assinfort Service", con sede a Praga, tel: +42.02.22723578, Fax: +42.02.24948171, Mobil: +420.604605630. Assinfort Service mette a disposizione un servizio di interpreti e prima assistenza nel recupero del danno presso le assicurazioni. In caso di incidente si possono contattare anche: ABA-Autoklub Bohemia Assistance, tel. 124, 26 14 91 oppure UAMK-Ústredni automotoklub, tel. 1230, 1054, 6110 4111.

    ASSISTENZA SANITARIA
    In caso di soggiorno temporaneo in Repubblica Ceca è opportuno fornirsi a scopo precauzionale della Tessera Europea di Assicurazione Malattia (TEAM), attestato riguardante il diritto alle prestazioni sanitarie in uno stato membro della UE. Tale tessera permette ai cittadini residenti in Unione Europea di usufruire di prestazioni sanitarie gratuite erogate dal sistema sanitario nazionale del Paese aderente all?UE che si sta visitando. Per maggiori informazioni rivolgersi alla propria ASL di appartenenza. Per i cittadini Extra UE è consigliabile stipulare un?assicurazione privata. Consulta anche il sito del Ministero della salute.

    DOCUMENTI VIAGGIATORI E VEICOLO
    Per i cittadini italiani i documenti di viaggio validi per l?ingresso in Repubblica Ceca sono i seguenti: Carta d?Identità rilasciata dal Comune valida per l?espatrio, passaporto, passaporto collettivo, Carta d?Identità rilasciata ai dipendenti dello Stato.
    Per i bambini che non hanno un proprio passaporto/carta d?identità, o non sono registrati nel passaporto dei genitori, fino ai 15 anni deve essere richiesto un sostitutivo della Carta d?Identità valido per l?espatrio presso la questura competente. E' bene richiamare l'attenzione sul fatto che il documento sostitutivo della carta d'identità (foto autenticata rilasciata generalmente ai ragazzi fino a 14 anni) non è accettato dalle Autorità locali. In tal caso occorre necessariamente essere in possesso di passaporto individuale o essere iscritti sul passaporto di uno dei genitori. I documenti devono avere una scadenza superiore ai tre mesi dalla prevista data di rientro e per peridodi superiori ai tre mesi è necessario richiedere il visto. Assicurazione: sufficiente quella nazionale per i veicoli immatricolati in Italia. Per i veicoli immatricolati in altri Paesi consultare il sito dell?Aci. E' valida la patente italiana per un massimo di 90 giorni. Se si conduce un veicolo del quale non si è proprietari bisogna avere una lettera di autorizzazione a condurre rilasciata dal proprietario o il contratto di noleggio.

    DIVIETI
    Nella Repubblica Ceca è assolutamente vietato guidare qualsiasi veicolo a motore dopo aver consumato dell'alcol. Il tasso alcolico consentito nel sangue è 0%, quindi non si possono bere alcolici prima di mettersi alla guida.
    Divieto di circolazione per i mezzi pesanti di peso superiore a 7,5 tonnellate (eccetto autopullman e autobus) sulle autostrade e super-strade : il sabato dal 1 luglio al 31 agosto: dalle 7 alle 20, la domenica e l'ultimo giorno festivo: dalle 0 alle 22.

    LIMITI VELOCITA'
    Strade urbane: 50 km/h
    Strade extraurbane: 90 km/h, (veicoli con peso totale superiore a 3.5 t 80 km/h)
    Autostrada: 130 km/h, (veicoli con peso totale superiore a 3.5 t 80 km/h)
    Limiti particolari: velocità minima in autostrada 80 km/h, vettura che ne traina un?altra: max 60 kmh.

    NORME DI GUIDA
    Senso di marcia a destra, sorpasso a sinistra. I fari antinebbia autorizzati solo in caso di scarsa visibilità, se non presenti utilizzare i fari anabbaglianti. Le luci di posizione per autoveicoli sono obbligatorie da fine ottobre a fine Marzo. Per i motocicli i fari anabbaglianti accesi sempre. Vietato l'uso delle gomme chiodate, mentre le catene da neve sono autorizzate solo se le strade sono ricoperte da neve.

    PAGAMENTO AUTOSTRADA - VIABILITA
    Buono lo standard delle autostrade anche se la rete è ancora poco estesa (solo 440 km), discreto il livello delle strade statali. Dal 1995 in molte autostrade e superstrade è richiesto un contrassegno (pass - dálniční známka) per la circolazione autostradale (disponibile alla dogana e nelle stazioni di servizio). Il pagamento avviene acquistando un bollino (sticker) che può avere validità annuale, mensile o di dieci giorni. Lo sticker è composto di 2 parti: una da affiggere sul parabrezza del veicolo (in basso a destra) e l?altra da conservare nel veicolo per eventuali controlli. Bisogna compilare il bollino indicando il periodo di validità e la targa del veicolo. Solo per i mezzi che superano le 12 t. è possibile acquistare il bollino con validità giornaliera (1g.= 250 CZK):
    Pass di 10 giorni - 150 Kč
    Pass mensile - 250 Kč
    Pass annuale - 900 Kč
    Praga può essere raggiunta partendo da Udine in circa 7h50 percorrendo un tratto di autostrada A23 fino al confine di stato, in territorio austriaco continuare sulla A10/E56 direzione Villach-Spittal-Salzburg, continuare poi sulla A1/E55 verso Linz, quindi prendere la B310/E55 direzione Freistadt; entrati in territorio ceco continuare sulla E55/3 verso České Budějovice-Bene?ov e proseguire in direzionei di Praha. (Udine-Praga Km 665 oercorribili in 7h50).
    Da verona invece il percorso consigliato è Verona-Brennero-Munchen-Regensburg-Rozvadov-Plzen-Praha (Verona-Praga Km 804, percorribili in 7h10).
    Praga ha una buona rete di tram e tre linee di metropolitana. I trasporti pubblici funzionano dalle 5.00 alle 24.00. Si possono acquistare biglietti turistici validi da uno a cinque giorni. Scarsi i parcheggi cittadini, divisi in zone di diverso colore: zona arancione per soste di massimo due ore, zona verde fino a sei ore di sosta, di domenica la sosta è gratuita. La zona blu è riservata esclusivamente ai residenti nel centro storico.
    Taxi: è più sicuro prendere un taxi contattato via telefono, ci si può informare in anticipo sulle tariffe applicate.

    EQUIPAGGIAMENTO OBBLIGATORIO
    Casco di protezione per il conducente e il passeggero di un motociclo. Cinture di sicurezza: è obbligatorio allacciare sia quelle anteriori sia quelle posteriori. Seggiolino per bambini: i bambini al di sotto dei 12 anni e tutte le persone con meno di 18 anni ed alte meno di 150 cm devono essere protetti da un sistema di sicurezza adatto alla loro taglia se viaggiano sul sedile anteriore. Luci: i fari antinebbia possono essere utilizzati in caso di nebbia, di tempesta di neve o di forti pioggie. Se il veicolo dispone di 2 luci antinebbia queste devono essere accese insieme alle luci di posizione o agli anabbaglianti. Tutti i veicoli devono avere le luci di posizione accese in inverno (dalla fine di ottobre alla fine di marzo). Un motoveicolo deve avere i fari anabbaglianti accesi di giorno e notte durante tutto l'anno. Cassetta di pronto soccorso: è obbligatorio averla all'interno di tutti i veicoli a motore. Giubbetto riflettente: è obbligatorio a bordo di tutti i veicoli commerciali. Triangolo: è obbligatorio averlo all'interno di tutti i veicoli con più di 2 ruote.

    RETE CELLULARE
    Tutte le compagnie di telefonia cellulare italiana hanno contratti di roaming con le società telefoniche ceche, pertanto se vi siete ricordati di far attivare il servizio di roaming prima della partenza il Vostro cellulare funzionerà esattamente come a casa vostra e solamente le telefonate saranno però decisamente più care. Le compagnie telefoniche ceche sono attualmente 4: la Telecom ceca (telefonia fissa), la Eurotel (tel. cellulare), la Paegas (cellulare), la Oskar (recente, cellulare, doppia frequenza).

    RIFORNIMENTO
    Benzina Verde 95 Ott.Benzina Verde 98 Ott.
    Diesel, Gpl, Metano. Il turista ha la possibilità di trasportare fino a 10 litri di carburante, in taniche, senza spese di dogana.

    TELEFONO
    Dall'Italia per la Repubblica Ceca: 00420 più il numero dell?abbonato. Per l?Italia 0039 più il prefisso con lo zero più il numero dell?abbonato. I telefoni pubblici funzionano con monete o con carte prepagate.

    MONETA
    La moneta ceca è la Corona Ceca (Kc), suddivisa in 100 haler. Il suo valore è di circa 3,40 centesimi di euro (1 Kc= 3,40 Eurocent).
    1 Euro corrisponde a circa 34 Kc. E?conveniente cambiare la valuta presso le principali banche. Non cambiare il denaro per strada: è illegale e si corre il rischio di acquistare banconote false. Carte di credito accettate nella repubblica Ceca: Visa, Europay/Master-Card, American Express.

    INFORMAZIONI GERMANIA (DK)


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    Il viaggio
    Consigli pratici e informazioni da consultare prima e durante il viaggio in Germania, utile soprattutto a chi ama muoversi in automobile o camper.

    ASSISTENZA
    Polizia e pronto soccorso: 110
    vigili del fuoco: 112
    Info viabilità (Monaco-Brennero-Modena): 0043 152 4020
    soccorso stradale: 0049 1802 222 222 (nelle aree extra urbane aggiungere il prefisso dell?area)
    Servizio assistenza veicoli: 0049 89 07 67 60 fornito dall?ADAC 24 ore su 24.

    ASSISTENZA SANITARIA
    In caso di soggiorno temporaneo in Germania è opportuno fornirsi a scopo precauzionale della Tessera Europea di Assicurazione Malattia (TEAM), attestato riguardante il diritto alle prestazioni sanitarie in uno stato membro della UE. Tale tessera permette ai cittadini residenti in Unione Europea di usufruire di prestazioni sanitarie gratuite erogate dal sistema sanitario nazionale del Paese aderente all?UE che si sta visitando. Per maggiori informazioni rivolgersi alla propria ASL di appartenenza. Per i cittadini Extra UE è consigliabile stipulare un?assicurazione privata. Consulta anche il sito del Ministero della salute

    DOCUMENTI VIAGGIATORI E VEICOLO
    Per i cittadini italiani i documenti di viaggio validi per l?ingresso in Germania sono i seguenti: Carta d?Identità rilasciata dal Comune valida per l?espatrio, passaporto, passaporto collettivo, Carta d?Identità rilasciata ai dipendenti dello Stato.
    Per i bambini che non hanno un proprio passaporto/carta d?identità, o non sono registrati nel passaporto dei genitori, fino ai 15 anni deve essere richiesto un sostitutivo della Carta d?Identità valido per l?espatrio presso la questura competente. Per viaggiare in automobile è sufficiente la patente italiana. L'assicurazione italiana è accettata mentre è consigliabile avere con sé la carta verde. Se si guida un?auto di cui non si è proprietari è necessario avere una delega a condurre all?estero rilasciata dal proprietario e autenticata dal notaio o essere in possesso del contratto di noleggio. Altre informazioni sul sito dell?ACI.

    DIVIETI
    La circolazione degli autocarri di peso superiore a 7.5 t è vietata tutte le domeniche ed i giorni festivi dalle ore 00,00 alle ore 22,00. Il tasso massimo di alcool consentito nel sangue è di 0,05%. E'inoltre vietato l'uso del cellulare durante la guida, consentito il viva voce.

    LIMITI VELOCITA'
    Generali nei centri urbani:
    50 km/h, (per moto, auto e autocarri fino a 3,5 t)
    100 Km/h strade extraurbane
    130 km/h autostrada (velocità consigliata, salvo diversa indicazione su alcuni tratti autostradali)
    Limiti di velocità particolari: un veicolo equipaggiato di catene da neve non deve superare i 50 km/h; in caso di visibilità inferiore a 50m il limite è di 50km/h.
    Un veicolo che in autostrada ne rimorchi un altro in panne non può superare la velocità di 80 km/h. Un veicolo che non è in grado si superare i 60 km/h non può circolare su autostrade e strade a carreggiate separate.

    NORME DI GUIDA
    Senso di marcia a destra, sorpasso a sinistra. L'uso dei fari anabbaglianti è obbligatorio 24h/24h per i veicoli a 2 ruote. Per gli altri veicoli, i fari anabbaglianti vanno usati in caso di visibilità ridotta per nebbia o forte pioggia e nei tunnel. I fari antinebbia sono autorizzati in caso di nebbia o neve con visibilità inferiore a 50 m. L'uso delle gomme chiodate è vietato. E' consentito l'uso delle catene da neve sulle due ruote motrici (limite di velocità 50 km/h). Gomme da neve: non esiste un obbligo generico a montarle durante la stagione invernale ma può accadere che la percorrenza di determinati tratti stradali sia consentita solo con gomme da neve, su tutte e 4 le ruote.

    PAGAMENTO AUTOSTRADA - VIABILITA?
    Le autostrade tedesche non sono soggette al pagamento del pedaggio. A partire dal 1° gennaio 2005 è entrato in vigore un nuovo pedaggio per i veicoli adibiti al trasporto di merci di peso complessivo superiore alle 12 t. Per informazioni dettagliate è possibile visitare il sito: www.toll-collect.de. Le numerose stazioni di servizio garantiscono servizio 24h/24h. In ogni stazione di servizio è a disposizione una mappa di tutte le aree di servizio attive sul territorio nazionale. Se ne trova una ogni 40/60 km di autostrada.

    EQUIPAGGIAMENTO OBBLIGATORIO
    Casco sia per il conducente che per il passeggero di un ciclomotore o di un motociclo. Cinture di sicurezza, allacciate sia sui sedili anteriori che posteriori, seggiolino per bambini, triangolo di segnalazione di veicolo fermo. Per roulotte contenente oggetti di valore: inventario in duplice copia. Sigla identificativa del Paese di provenienza o euro-targa con la I per l?italia già integrata.

    RETE CELLULARE
    Per il roaming internazionale contattare il proprio operatore.
    Tim 119, dall?estero +39 339 9119 a pagamento.
    Vodafone 190, dall?estero +39 349 2000 190 a pagamento.
    Wind 158, dall?estero +39 320 5000 158 a pagamento.
    Tre: 133, dall?estero +39 393 393 133 a pagamento.
    Da qualunque rete GSM in caso di emergenza, anche senza Sim Card, comporre il numero 112 che connette con il servizio Pubblico di emergenza.

    RIFORNIMENTO
    Disponibili benzina verde a 95 e 98 ottani, diesel e GPL. Nelle stazioni è acquiestabile lo speciale additivo per le vetture non catalittiche. Sono disponibili 411 impianti a metano.

    TELEFONO
    I prefissi da comporre sono i seguenti: dall' Italia per la Germania: 0049 più il prefisso locale senza lo 0 più il numero abbonato. Dalla Germania per l'Italia: 0039 più il prefisso locale con lo 0 più il numero abbonato. Numerose sono le cabine telefoniche sia a moneta sia con carte telefoniche, acquistabili negli uffici postali in tagli da ? 5,00 e ? 10,00.

    MONETA
    Euro.

    COSTI

    135€ - Camper (Soste Camping, Parcheggi per visite,)
    170€ - Adulti (Soggiorno Camping, biglietti di ingresso visite Miniera di Sale, guide turistiche, spostamenti in bus,treni)
    115€ - Bambini da 4 a 11 anni (Soggiorno Camping, biglietti di ingresso visite Miniera di Sale, guide turistiche, spostamenti in bus,treni)
    - I costi sono calcolati considerndo la partecipazione di almeno 10 camper, se le adesioni fossero in numero inferiore, Eventi e Viaggi in Camper potrà annullare il viaggio o proporre agli equipaggi aderenti di ripartire i costi eccedenti (guide turistiche, noleggio bus o altro che si riferisce al gruppo)

    SCADUTO

    Per Maggiori Informazioni puoi compilare il modulo o contattarci telefonicamente
    InfoLine +39 338 7860333